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Pericolo incendi, ecco cosa non fare

Con il caldo ogni giorno sono molti i roghi che divampano in provincia ma basterebbe un po’ di prevenzione per evitarli

REGGIO EMILIA. Ieri è stata una giornata infernale per il territorio di Reggio Emilia. Letteralmente. Sono stati infatti oltre sei gli incendi che sono divampati in provincia, numero più o meno costante da diversi giorni. Nessuno di questi fortunatamente era di grosse entità, per lo più si tratta di sterpaglie o di piccoli fuochi che sfuggono al controllo di qualcuno ma il pericolo è sempre dietro l’angolo.

Con il fuoco, si sa, non si scherza e spesso basta poco perché da un piccolo braciere ...

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REGGIO EMILIA. Ieri è stata una giornata infernale per il territorio di Reggio Emilia. Letteralmente. Sono stati infatti oltre sei gli incendi che sono divampati in provincia, numero più o meno costante da diversi giorni. Nessuno di questi fortunatamente era di grosse entità, per lo più si tratta di sterpaglie o di piccoli fuochi che sfuggono al controllo di qualcuno ma il pericolo è sempre dietro l’angolo.

Con il fuoco, si sa, non si scherza e spesso basta poco perché da un piccolo braciere nasca un incendio di grosse dimensioni. Come successo ad esempio lo scorso due agosto in località Casa Pizzone, nel comune di Canossa, dove è bruciato un ettaro e mezzo di terreno a causa di alcune sterpaglie che una pensionata stava tentando di eliminare con le fiamme nel suo giardino.

Per prevenire disastri ambientali e danni seri a cose e persone quindi dal primo luglio è scattata la fase di attenzione per gli incendi boschivi in Emilia-Romagna, come previsto dal Piano regionale antincendio boschivo 2012-2016. Fino al 30 settembre dunque squadre di vigili del fuoco, corpo forestale dello Stato e volontari della protezione civile opereranno in sinergia su tutto il territorio, in stretto raccordo con i Comuni e coordinati dall'Agenzia regionale per la sicurezza territoriale tramite la sala operativa unificata permanente (Soup), che ha sede a Bologna e resterà attiva fino al 4 settembre.

La struttura è operativa tutti i giorni dalle 8 alle 20 e in orario notturno con servizio di reperibilità continuativo e i numeri da contattare gratuitamente per la segnalazione di incendi sono l'1515 (numero nazionale di pronto intervento del Corpo forestale dello Stato), il 115 (numero nazionale di pronto intervento del dipartimento dei vigili del fuoco, del soccorso pubblico e della difesa civile), l'8008-41051 (numero verde regionale del corpo forestale dello Stato). Spesso però la cosa più importante per evitare episodi spiacevoli è l’informazione dei cittadini sul corretto comportamento da adottare. Ecco dunque il decalogo per la sicurezza dei boschi. Ovviamente il primo consiglio è di non gettare mai fiammiferi accesi o cicche, visto che al minimo colpo di vento possono propagare la fiamma all'erba secca. Quanti senza pensarci buttano il mozzicone di sigaretta dal finestrino dell'auto? I fuochi per picnic e campeggi possono essere accesi soltanto nelle aree attrezzate e lontano da alberi e ceppaie. Al momento di andarsene è necessario controllare che sia spento completamente. Gli agricoltori ancora ricorrono alla pratica di bruciare stoppie e residui vegetali: va mantenuta la distanza di 100 metri dai boschi, va predisposta una scia arata di contenimento e si deve avvertire il comando della forestale della zona. Anche i fuochi artificiali possono essere fonte di rischi, e devono essere eseguiti soltanto con la debita sorveglianza. Il turismo boschivo non deve lasciare rifiuti: carta e plastica, facilmente incendiabili, vanno raccolte. Va comunque sempre rispettata la segnaletica e se si notano situazioni potenzialmente pericolose in aree boscate va avvertita subito la guardia forestale.