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L’appello: «Gli scavi alla Rocca riprendano al più presto»

VILLA MINOZZO. Gli scavi alla Rocca di Minozzo devono riprendere. Lo chiede Alberto Corsi, residente nella storica frazione, il quale ritorna alla carica, domandando che il programma di indagini...

VILLA MINOZZO. Gli scavi alla Rocca di Minozzo devono riprendere. Lo chiede Alberto Corsi, residente nella storica frazione, il quale ritorna alla carica, domandando che il programma di indagini archegologiche alla Rocca di Minozzo non venga sospeso, ma anzi riparta al più presto.

Corsi da anni segue lo sviluppo degli interventi su questa importante struttura architettonica e non manca di sottolineare quanto siano fondamentali per il territorio ma non solo gli scavi.

«Le notizie dell’avvio de ...

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VILLA MINOZZO. Gli scavi alla Rocca di Minozzo devono riprendere. Lo chiede Alberto Corsi, residente nella storica frazione, il quale ritorna alla carica, domandando che il programma di indagini archegologiche alla Rocca di Minozzo non venga sospeso, ma anzi riparta al più presto.

Corsi da anni segue lo sviluppo degli interventi su questa importante struttura architettonica e non manca di sottolineare quanto siano fondamentali per il territorio ma non solo gli scavi.

«Le notizie dell’avvio della seconda campagna di scavi archeologici nel sito medievale di Castel Pizigolo – afferma Alberto Corsi – non possono che accrescere l’amarezza relativa alla persistente sospensione dei lavori di recupero della Rocca di Minozzo. Gli interventi in quetione sono stati avviati per iniziativa dell’Alma Mater Studiorum di Bologna, in collaborazione con il Comune di Toano e l’associazione culturale Antica Fabbriceria, nel segno di un pregevole attivismo, e quella dell’assegnazione di fondi attraverso un decreto governativo alla Regione a favore della conservazione, manutenzione, restauro e valorizzazione di beni culturali, con 3 milioni per il Castello di Canossa. Risale a tre anni fa il termine dell’ultimo stralcio di recupero e, nonostante impegni assunti la scorsa estate da parte di amministratori locali, in particolare il Sindaco Luigi Fiocchi per la ricerca di ulteriori risorse per la sua prosecuzione, non si sono ancora visti segnali di sorta».

Dopo queste considerazioni è inevitabile lo sgomento per un traguardo mancato, nonostante la ricchezza dei beni storici a portata di mano. «Siamo di fronte a un recupero visibilmente non finito – prosegue Alberto Corsi – per la mancata realizzazione di opere inserite negli obiettivi progettuali negli anni scorsi ma non attuate. L’impegno di spesa per la prosecuzione del recupero con la realizzazione di quanto progettato e non attuato non dovrebbe essere eccessivo, ma al momento non ci sono spiragli. Non rimane che confidare nell’intervento di rappresentanti di enti o istituzioni che si prefiggono la tutela del patrimonio storico o di dipartamenti universitari nel cui contesto si attivano iniziative come quella in corso a Toano o l’ampio progetto di studio dei castelli del territorio reggiano».