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Anche Syusy brinda alla Rupe

Canossa: alla festa per l’arrivo dei finanziamenti l’attrice che interpreterà Matilde

CANOSSA. Un brindisi all’ora del tramonto. A sottolineare ancora di più, se mai ce n’è bisogno, la bellezza di un luogo non solo ricco di storia, ma suggestivo e incantato. E per questo, forse, ancora più prezioso.

Sapeva di vittoria, ieri sera, il brindisi voluto da Mario Bernabei sotto la rupe di Canossa. A celebrare quel sì arrivato da Roma allo stanziamento di una importante somma - 3 milioni di euro - da destinare al recupero di quel che resta del castello di Matilde. Con una sorpresa s ...

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CANOSSA. Un brindisi all’ora del tramonto. A sottolineare ancora di più, se mai ce n’è bisogno, la bellezza di un luogo non solo ricco di storia, ma suggestivo e incantato. E per questo, forse, ancora più prezioso.

Sapeva di vittoria, ieri sera, il brindisi voluto da Mario Bernabei sotto la rupe di Canossa. A celebrare quel sì arrivato da Roma allo stanziamento di una importante somma - 3 milioni di euro - da destinare al recupero di quel che resta del castello di Matilde. Con una sorpresa speciale: la presenza dell’attrice Syusy Blady.

L’attrice bolognese è la protagonista di “La Signora Matilde”, film-documentario dedicato alla Grancontessa, in via di lavorazione a Bologna, ideato dallo sceneggiatore e regista Marco Melluso e dal sound designer, sceneggiatore e regista Diego Schiavo assieme alla casa di produzione PopCult. Non un classico documentario, ma un viaggio a cavallo fra XI secolo e la contemporaneità. Nei giorni scorsi, e in occasione della Fiera della zucca a settembre, la troupe era al lavoro per le vie di Reggiolo. E di certo, il film non potrà non passare per uno dei luoghi simbolo della storia di Matilde di Canossa, come la rupe. Ieri, Syusy Blady ha voluto festeggiare con Berbabei, il sindaco Luca Bologna e la sua giunta e la musicista tedesca Maria Trabat, innamorata della rupe, un obiettivo raggiunto. Perché quei fondi saranno il primo decisivo passo per improntare quegli interventi che consentiranno - è quello che auspicano tutti - alla rupe di diventare una meta turistica, come merita. Oggi, purtroppo, fa i conti con problemi di dissesto, ma anche con un’area ricettiva che non è all’altezza.

Invece, i fondi serviranno a intervenire sui servizi. Come ha detto Sabrina Magrini,del Segretariato regionale dei beni cultuarli, a lavorare su parcheggi, ristorazione, punti informativi e tutto ciò che agevola il turismo sostenibile di lungo termine.

Ci vorranno qualcosa come tre o quattro anni per vedere i frutti di questo stanziamento. Ma intanto, la “prima pietra” è messa. E merita di essere festeggiata. Con un brindisi. Dedicato a chi da queste parti non ha mai smesso di crederci.