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Vitaliano Daolio si tuffa nel Po: donna salvata dall’annegamento

Boretto: l’episodio è avvenuto a Motta Baluffi, dove il reggiano gestisce l’acquario del fiume La guida di pesca ha udito le urla provenire da lontano e si è gettato in acqua per il salvataggio

BORETTO. Ha salvato una donna da annegamento certo, grazie alla sua esperienza che lo porta a solcare quotidianamente, da una vita, le acque del Po. Destino, fortuna o abilità, poco conta: i fatti dicono che Vitaliano Daolio si è trovato nel posto giusto al momento giusto, per evitare l'irreparabile.

Daolio è un reggiano, originario di Novellara, conosciutissimo anche a Boretto, Guastalla e negli altri paesi in riva al Po. Da anni vive nel Cremonese, dove ha aperto – nel paesino di Motta Balu ...

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BORETTO. Ha salvato una donna da annegamento certo, grazie alla sua esperienza che lo porta a solcare quotidianamente, da una vita, le acque del Po. Destino, fortuna o abilità, poco conta: i fatti dicono che Vitaliano Daolio si è trovato nel posto giusto al momento giusto, per evitare l'irreparabile.

Daolio è un reggiano, originario di Novellara, conosciutissimo anche a Boretto, Guastalla e negli altri paesi in riva al Po. Da anni vive nel Cremonese, dove ha aperto – nel paesino di Motta Baluffi – l'acquario del Po, e svolge la professione di guida di pesca. E' un grandissimo esperto del grande fiume, e da sempre si batte per la sua salvaguardia. L'episodio che lo ha visto protagonista risale a lunedì, ed è avvenuto a monte di Isola Pescaroli, sempre in provincia di Cremona.

«Stavo ritornando a casa dopo una battuta di pesca con dei clienti – racconta Daolio - quando ho deciso di provare ancora un ultimo tentativo per prendere un pesce siluro. A bordo con me c'era una famiglia di milanesi, tra cui un bambino. A un certo punto, in lontananza, ho sentito delle voci confuse chiamare aiuto, e dopo aver fatto ritirare immediatamente le canne dall'acqua, siamo ripartiti a tutto gas. Dopo un chilometro lo scenario che mi si è presentato è stato quello di tre ragazzi urlanti a dorso nudo che si sbracciavano sulla riva del fiume, con l'intento di farsi vedere attraverso la fitta vegetazione. Quello più in vista mi ha segnalato la presenza di una persona in acqua in mezzo al fiume».

I ragazzi sembravano tentati dal volersi buttare, ma le condizioni del fiume – in questo periodo più alto della media – li hanno scoraggiati. A un certo punto, Daolio ha scorto il viso di una donna, con il corpo completamente immerso fra le acque limacciose, che galleggiava in stato di semi-incoscienza.

«Ho sbagliato la prima manovra di avvicinamento – prosegue Daolio – e la forte corrente lo teneva sempre a tre metri dalla barca. La mia paura era che le onde con un secondo tentativo potessero fare scomparire per sempre quel viso. Quindi la decisione presa è stata quella di entrare in acqua e prendere quel corpo. Una volta issato nel natante, ci siamo resi conto che era una donna. Le sue membra erano freddissime ed una volta coperta con i nostri vestiti ha aperto gli occhi».

Dopo il salvataggio Daolio si è diretto in barca al porto di Isola Pescaroli, dove la donna è stata poi caricata in ambulanza e portata in ospedale. Resta da stabilire in che modo questa persona sia finita in acqua: al momento, una delle poche certezze è che aveva assunto dei farmaci. "E' stato il destino – conclude Daolio, già autore in passato di episodi simili – a farmi trovare lì. Se fossi rientrato a un orario diverso, quella donna sarebbe annegata».

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