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«Voleva andare a Manchester per un concerto degli Ac/Dc»

CADELBOSCO DI SOPRA. La data di nascita e le firme dei suoi amici: la scritta, in ricordo di Francesco Mainini, “Fra” o “Manzo” com’era soprannominato, è stata vergata con la bomboletta spray su un...

CADELBOSCO DI SOPRA. La data di nascita e le firme dei suoi amici: la scritta, in ricordo di Francesco Mainini, “Fra” o “Manzo” com’era soprannominato, è stata vergata con la bomboletta spray su un muro del parco del bocciodromo lunedì sera, dopo il rosario, dagli amici. I primi ad arrivare, ieri alla camera ardente della cappella del cimitero di Cadelbosco, sono stati proprio loro, i coetanei del paese: una quindicina di ragazzi classe 2001. La sua compagnia, gli amici con i quali aveva co ...

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CADELBOSCO DI SOPRA. La data di nascita e le firme dei suoi amici: la scritta, in ricordo di Francesco Mainini, “Fra” o “Manzo” com’era soprannominato, è stata vergata con la bomboletta spray su un muro del parco del bocciodromo lunedì sera, dopo il rosario, dagli amici. I primi ad arrivare, ieri alla camera ardente della cappella del cimitero di Cadelbosco, sono stati proprio loro, i coetanei del paese: una quindicina di ragazzi classe 2001. La sua compagnia, gli amici con i quali aveva condiviso i banchi di scuola, i campeggi estivi con la parrocchia e i ritrovi abitudinari alla gelateria K2 o a casa sua, in via Berlinguer.

Gli amici descrivono Francesco come «gentile, incapace di offendere o di fare del male. Di carattere tranquillo. Poteva sembrare timido, ma quando usciva con noi si apriva e, a volte, si scatenava».

Era appassionato di rock, Francesco, e proprio oggi sarebbe dovuto partire per Manchester, assieme ai genitori, per andare a vedere il concerto degli Ac/Dc, il gruppo hard rock che lui adorava. I biglietti erano stati comprati mesi fa. Francesco stava imparando a usare la chitarra. Aveva iniziato anche l’iter per ottenere il libretto dello sportivo necessario per andare a praticare il softair.

In diversi, quella tragica mattina di lunedì scorso, lo avevano visto al mattino presto alla fermata dell’autobus del paese. Un suo compagno di classe della 1ª T dell’istituto agrario Zanelli racconta che, dopo la fine delle lezioni alle 10, Francesco si era allontanato con un suo amico a prendere un panino in un kebab, per poi andare a salutare gli ex compagni delle medie della San Vincenzo. E altri lo avevano visto alla fermata di Reggio, in procinto di tornare a casa. Una vicina di casa, in lacrime, non si dà pace: «Ero andata a prendere mio figlio alla fermata di fronte al liceo Moro, mio figlio aveva chiesto a Francesco se voleva un passaggio; ma lui aveva risposto di no, preferiva andare in autobus». Si suppone che, alle 14.45, quando è accaduto l’incidente, Francesco stesse andando dalla nonna paterna, Rosanna, che abita in centro; altrimenti sarebbe dovuto scendere alla fermata successiva, più vicina alla sua abitazione.(am.p.)