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Monete antiche, a processo dopo il blitz dei carabinieri

CANOSSA. La vicenda è “vecchia” di otto anni e riguarda il blitz dei carabinieri del nucleo tutela patrimonio culturale di Bologna nell’abitazione di Claudio Rossi, in cui venne trovato del...

CANOSSA. La vicenda è “vecchia” di otto anni e riguarda il blitz dei carabinieri del nucleo tutela patrimonio culturale di Bologna nell’abitazione di Claudio Rossi, in cui venne trovato del materiale archeologico («Sono in gran parte monete antiche» come ha sottolineato ieri in tribunale a Reggio il pubblico ministero Eletta Sassi).

Da qui l’accusa di ricettazione di beni culturali, su cui però anche ieri il processo ha stentato ad entrare nel vivo.

L’esperta che fece la perizia – la dottoressa Fede Berti – non è stata in grado, vista la ristrettezza dei tempi con cui è stata convocata per la testimonianza, di recuperare la documentazione relativa ai materiali che erano finiti sotto sequestro. «Non ho avuto risposta dalla Soprintendenza – ha spiegato in aula l’esperta – e non ricordo nulla di quella perizia a così grande distanza di tempo».

A quel punto il giudice Dario De Luca

ha opportunamente rinviato la testimonianza della dottoressa al prossimo 11 ottobre. Solo in quella data si entrerà effettivamente nel merito della perizia, il che permetterà di capire cosa sia stato trovato nell’abitazione dell’imputato che è difeso dall’avvocato Mauro Rossi. (t.s.)

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