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Reggio Emilia, il Mauriziano chiuso e in degrado

In occasione del 500esimo anniversario dell'Orlando furioso la casa natìa di Ludovico Ariosto non è ancora pronta. E giace deserta, con le sue opere d'arte visibili solo in parte

REGGIO EMILIA. Sulla porta un cartello che annuncia la chiusura dell'edifico al pubblico. Dentro, sedie ordinatamente sistemate in fila nella sala principale, due stanze spoglie e il vuoto lasciato da quadri e affreschi mancanti. Il Mauriziano, casa dove Ludovico Ariosto trascorse la sua infanzia e luogo prediletto dal poeta, giace ancora addormentato.

Fermo come per magia non ai fasti del 1500 ma agli anni '80. È da più di trent'anni infatti che il monumento aspetta di essere ristrutturato e restituito alla cittadinanza. Un sonno lungo oltre tre decadi, che non terminerà nel breve periodo.

I lavori di messa in sicurezza dello stabile infatti, messi a bilancio dal Comune nel 2015 per la cifra di 80mila euro, non accennano ancora a partire. Perdendo quindi l'occasione di celebrare in grande stile il 500esimo anniversario dell'Orlando Furioso il prossimo 19 maggio. E forse anche l'anniversario della nascita di Ariosto, che cadrà l'otto settembre.

Oltre ai problemi dell'agibilità dello stabile ci sono poi le storture artistiche. I grandi e pregevoli affreschi attribuiti a Nicolò dell'Abate, che un tempo ornavano le pareti della sala d'ingresso al primo piano, sono ora crepati e cadenti. Fuori un pregiato labirinto di siepi è abbandonato da tempo, così come il piccolo cortile su cui si affaccia il Mauriziano. La gestione dei prati e la cura del verde in mano a pochi volontari.

Reggio Emilia, ecco la dimora d'infazia di Ariosto: il Mauriziano Il Mauriziano, la casa di Ludovico Ariosto dove il poeta reggiano visse tutta la sua infanzia, è chiuso e versa in condizioni di degrado. Ancora non sono stati fatti i lavori di messa in sicurezza e gli affreschi rimasti sono crepati e senza protezioni.

Messa in sicurezza. I lavori per consentire l'accesso all'edifico in realtà sarebbero delle inezie. Cosa che rende ancora più grave il ritardo accumulato negli anni dalle varie amministrazioni comunali. Si tratta infatti di installare un impianto antincendio, creare delle rampe per l'accesso ai disabili, ristrutturare i bagni e cambiare il verso di apertura della porta di accesso principale.

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La casa di Ariosto versa da decenni in stato di semiabbandono. Ed è chiusa in occasione delle celebrazioni dei 500 anni dell'Orlando Furioso, pubblicato per la prima volta nel 1516. Abbiamo lanciato una raccolta fime su Change.org per sollecitare l'inizio dei lavori

«Tutte le altre città che ospitarono l' Ariosto - ammette Linda Gualdi, funzionaria del Comune e responsabile del Mauriziano - hanno fatto di più. Noi invece siamo arrivati lunghi. Il ritardo è dovuto ai tempi necessari per l'inizio dei lavori. Il 2 maggio abbiamo presentato i progetti al vaglio della Soprintendenza, che ci deve rispondere. Poi si dovrà trovare la ditta, fare il preventivo. Il nostro obiettivo è quello di aprire per il prossimo 8 settembre».

Le sale vuote. Camminando nella piccola saletta centrale, mentre fra una crepa e l'altra negli affreschi si prova a cogliere il fasto dei tempi che furono, si notano due stanze desolatamente spoglie. Sui muri tinteggiati di verde diversi anni fa, campeggiano delle grosse macchie bianche.

Ombre di quelle che furono delle librerie piene di tomi di ogni tipo. «Si tratta dei locali che tempo fa erano destinati all'Istituto Banfi - continua la Gualdi - che poi se ne è andato. Tutti i libri sono finiti nelle varie biblioteche della città, e qui non è rimasto nulla. Stiamo ragionando su cosa metterci, l'idea è quella di fare massa critica, di farle diventare un volano della cultura. Ad esempio con scuole di poesia».

Gli affreschi rovinati. Discorso diverso invece riguarda le opere artistiche del Mauriziano. Gli affreschi infatti presentano delle evidenti crepe e sbavature, e avrebbero bisogno di una profonda risistemazione.

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Gli unici lavori che sarà possibile fare però sono quelli di "manutenzione conservativa", ovvero il minimo necessario per evitarne un'ulteriore usura. I problemi in questo caso sono di budget: gli unici finanziamenti disponibili sono i novemila euro donati dall'Atelier di via dei due Gobbi 3, troppo pochi per un rifacimento completo.

Le opere sparite. Anche se ammaccati e toccati dal tempo, almeno quegli affreschi sono visibili. A differenza di quattro opere d'arte sparite dalla vecchia casa dell' Ariosto. Le prime due, sottratte pochi anni fa, sono i quadri del poeta e della madre, Daria Malaguzzi Valeri.

Le altre un affresco della sala principale e un intero camino precedentemente collocato nella stanzetta soprannominata "Degli Orazi e dei Curiazi", rimossi negli anni '70. Tutte e quattro ora si trovano nei depositi dei Musei civici, in attesa che lo stabile sia messo in sicurezza. Un'attesa che dura da 46 anni.

Oltre 16.790 giorni in cui il Mauriziano è stato umiliato in molti modi, cambiando gestione decine di volte e ospitando persino delle vendite di pentole e materiale da cucina. Nella speranza che qualcuno lo riporti alle antiche glorie.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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