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Coopbox lavora non-stop ma cancella l’integrativo

L’azienda impone il taglio del salario variabile per oltre 200 lavoratori a Bibbiano Venezia (Ficltem-Cgil): «Sacrificio immenso: lo ritirino e intervenga la Regione»

BIBBIANO. Un milione di euro. È questa la riduzione del costo del lavoro ipotizzata dalla Coopbox agli oltre 200 lavoratori di Bibbiano e di Ferrandina (Matera) impegnati nelle due fabbriche che producono a ciclo continuo: 24 ore su 24 e 7 giorni alla settimana. Il lavoro non manca ma l’azienda invoca un taglio «impossibile da sostenere» per i sindacati, perché si tradurrebbe in un drastico calo dei salari, il cui monte annuale è di circa 10 milioni di euro su un fatturato 2014 di 54 milioni (e una perdita di bilancio di 2,6 milioni). Il taglio del 10% è considerato fuori misura, ma l’azienda l’avrebbe presentato come sacrificio necessario per poter sbloccare la situazione con le banche.

Nonostante ciò e i mesi trascorsi al tavolo delle trattative, ai lavoratori della spa che produce con profitto imballaggi per alimenti freschi – facente parte del gruppo cooperativo Ccpl, ancora in profondissima crisi debitoria e con una perdita da 101 milioni nel 2013 – l’11 aprile è giunta la lettera con la quale la direzione di Coopbox ha disdettato la contrattazione integrativa in vigore da molti anni. E' per questo che la Filctem e la Cgil di Reggio – preso atto della decisione assunta e operativa dal 1 luglio 2016 – ne chiedono l'immediato ritiro.

Le grane in Coopbox, come ben noto, non sono industriali bensì di cassa. Nascono dalla maxi multa da 33 milioni di euro comminata dall’Antitrust europeo per la formazione di un cartello illegale dei prezzi con altre concorrenti estere. «Prima la famosa multa che pendeva, poi la ristrutturazione del debito e a inizio anno ci hanno presentato una sorta di piano industriale che non dà le garanzie necessarie su investimenti e occupazione - racconta Vittorio Venezia, segretario della Filctem - Siamo venuti incontro all’azienda proponendo flessibilità nei turni per il maggior utilizzo impianti. Ma non possiamo stare ai ricatti delle banche. Qui servono piani di lungo respiro».

I sindacati chiedono quindi che la questione venga ora affrontata in un tavolo di crisi in Regione, facendo poi leva sullo spirito della cooperazione, mondo a cui è legata la capogruppo Ccpl. «La decisione unilaterale della direzione aziendale vìola accordi collettivi sottoscritti e consolidati da tempo, scaricando ancora una volta sui diritti e sul salario dei lavoratori il problema di tenuta finanziaria del gruppo - fanno sapere della Filctem - Solo in un percorso di correttezza reciproca dei ruoli e delle posizioni si potranno ricercare soluzioni possibili, scelta rimossa con la disdetta degli accordi comunicata da Coopbox».

A Matera i lavoratori hanno messo in atto uno stato di agitazione con Reggio che dichiara di attivare fin da subito «le iniziative più opportune a tutela dei diritti, del salario e dell'occupazione, per ripristinare immediatamente il rispetto degli accordi raggiunti nel corso degli anni».

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