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seconda udienza

Aemilia, enti e sindacati in aula per affondare il clan

Dalle 9 di mercoledì si riparte con il procedimento per mafia nell’aula bunker di Reggio. Verranno discusse le ammissioni di ben 42 parti civili contro i 147 imputati

REGGIO EMILIA   Si riparte, e stavolta di gran lena fino all’estate, con la seconda udienza del dibattimento del processo Aemilia. Stesso copione del debutto celebrato il 23 marzo nell’aula speciale costruita a tempo record nel cortile del tribunale di via Paterlini, dove questa mattina dalle 9 prenderanno posto decine di avvocati e parte dei 147 imputati che hanno chiesto di procedere con rito ordinario nel primo processo per mafia celebrato in Emilia-Romagna.

Trentaquattro sono accusati di associazione mafiosa, legati a doppio filo al clan ndranghetista cutrese Grande Aracri, e tenuti oggi dietro le sbarre delle gabbie allestite nell’aula sorvegliata 24 ore su 24 dall'Esercito e dalle forze dell’ordine che regolano l’accesso con identificazione e passaggi al metal detector.

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E' il processo Aemilia che dopo i patteggiamenti e gli abbreviati - ancora in attesa di giudizio di primo grado a Bologna con sentenza fissata per venerdì 22 aprile - è entrato nel vivo prendendo posto a Reggio Emilia, città considerata l'epicentro dell'intera inchiesta sul radicamento della 'ndrangheta in Emilia.

PARTI OFFESE IN AULA  Prima di arrivare nelle prossime udienze al cuore del dibattimento, verranno valutate quest’oggi diverse questioni preliminari. Prima tra tutte quella che riguarda l’ammissione delle parti civili. Parliamo di un plotone salito a 42 tra singole persone, sindacati, enti locali e associazioni, che si considerano parti offese e sono decise a chiedere giustizia con richieste risarcitore record. Trenta richieste giungono dall’udienza preliminare: tra queste ci sono il Comune di Reggio Emilia (che ha chiesto 5 milioni di euro), la Regione Emilia Romagna, la provincia di Reggio Emilia e i Comuni di Montecchio, Bibbiano, Gualtieri, Reggiolo, Brescello.

RISARCIMENTI MILIONARI Poi ci sono dodici nuove richieste di costituzione di parte civile: Comune di Viadana (Mantova), di Parma, di Mirandola, San Felice sul Panaro, Concordia sulla Secchia e dell’Unione dell’Area Nord (Modena), Bologna città metropolinata, Interesse Uomo onlus, Sos Impresa, Fondazione Caponnetto, associazione Ri-commerciamo di San Felice e Antonio Balzano (ex operaio che ha descritto i raggiri alle Casse edili).

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Solo il comune di San Felice ha chiesto un maxi risarcimento da 25 milioni di euro nei confronti dell’azienda di Augusto Bianchini, imputato di Aemlia, uno degli emiliano più in vista coinvolti nell’inchiesta per mafia. La cifra è la somma presunta già segnalata in una perizia e necessaria a "tombare" con il cemento la famosa montagna di inerti all’amianto che si trova ancora nella sede della ditta di costruzioni invischiata con membri del clan.

CALENDARIO FITTO  Tra la prima e la seconda udienza c’è stata una lunga pausa di un mese. Ma dalla prossima setimana in poi si parte a spron battuto per cercare di ridurre i tempi del processo, volontà espressa dallo stesso presidente del tribunale Francesco Maria Caruso, il quale presiede il collegio giudicante del processo insieme ai giudici a latere Andrea Rat e Cristina Beretti.

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Si riparte infatti il 27 e poi il 29. Da lì si passa a maggio e al vico: 4, 6, 11, 13, 18, 20, 25, 27. Poi quelle di giugno: 1, 8, 10, 15, 17, 22, 24 e 29. Infine luglio: 6, 8, 13, 15, 20, 22 prima della pausa estiva. Una cadenza stretta che metterà in seria difficoltà il tribunale ordinario, che proseguirà il lavoro nonostante il processo per mafia in corso.

I SOLDI DALLA REGIONE Come detto più volte, le udienze sono a Reggio grazie all’impegno finanziario diretto degli enti locali. Proprio la Giunta dell’Emilia-Romagna per l'assestamento al bilancio 2016 della Regione Emilia-Romagna ha messo a punto l’assestamento di bilancio nel relativo progetto di legge, come confermato dall'assessore Emma Petitti in commissione Bilancio. Lì dentro è finito il contributo straordinario al Comune di Reggio Emilia per il processo Aemilia di 450mila euro.

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