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Nicolino Grande Aracri in aula: «Giglio il pentito? Non lo conosco»

Nicolino Grande Aracri in aula: «Giglio il pentito? Non lo conosco»

Processo Aemilia, il boss chiede di intervenire e si lamenta del telegiornale che lo definisce un suo uomo

REGGIO EMILIA. «Giuseppe Giglio non lo conosco». Nicolino Grande Aracri, il boss della locale di Cutro, è voluto intervenire ieri in nell’aula bunker del processo Aemilia. Non è la prima volta che lo fa - in collegamento video dal carcere di Opera, a Milano, dove è detenuto in regime di 41 bis - ma stavolta le sue parole pesano, mentre si parla del primo pentito di Aemilia, il primo che si sarebbe messo a collaborare con gli inquirenti.

“Mano di gomma” ieri davanti al giudice Francesa Zavaglia ha parlato proprio di lui, dell’imprenditore di Montecchio, imputato nello stesso procedimento, considerato uno degli organizzatori della “locale” emiliana, il “bancomat” della cosca che per gli investigatori e per diversi pentiti d’ndrangheta avrebbe costruito il suo patrimonio e la sua fortuna all’ombra prima della cosca Amato, poi proprio di quella Grande Aracri.

Ma il boss di Cutro ha detto di non sapere chi è. E si è lamentato di un servizio di un telegiornale andato in onda in questi giorni, in cui si dava notizia della collaborazione di Giglio, parlando di lui come di una figura che agiva per lui.

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Nelle sue parole c’è la conferma di quanto si è già sentito nei suoi interventi nel processo Pesci, a Brescia: l’accusa che ci sarebbero tanti che in questi anni avrebbero “millantanto” collegamenti e amicizie con lui, ma che lui non c’entra niente. Stavolta, però, è diverso. Perchè Giglio, sta parlando. E Nicolino lo sa.

Ha parlato anche il difensore di Nicolino Grande Aracri, l’avvocato Gregori Viscomi. Nella sua arringa difensiva, conclusasi con la richiesta di assoluzione, Viscomi ha parlato anche del fratello di Mano di Gomma, Domenico Grande Aracri.

La questione su cui il legale si è concentrato è il famoso detonatore che la consulente bolognese Roberta Tattini avrebbe detto al telefono essere stato portato da lui in auto in quando scese a Cutro. La difesa ha evidenziato come non esiste in commercio il detonatore “C4” di cui ha parlato la Tattini.

E’ durata tutto il pomeriggio l’arringa difensiva per il tecnico del comune di Finale Emilia, Giulio Gerrini. Si torna in aula lunedì. Quando toccherà, tra gli altri, alla difesa dell’avvocato di Arceto e consigliere di Forza Italia Giuseppe Pagliani prendere la parola.

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