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Montecchio piange “Iller”, barista e uomo di sport

Fabrizio Veronchi, 51 anni, si è arreso alla malattia dopo una lunga lotta Aveva gestito il Bar Sport con la famiglia e fatto parte della Rocca 68 e del Plaza

MONTECCHIO. Addio Iller. O “Masai”, come gli amici più intimi lo chiamavano. Rimarrà comunque incolmabile il vuoto che lascia Fabrizio Veronchi, scomparso martedì sera a 51 anni dopo aver combattuto a lungo con una malattia che non gli ha lasciato scampo. Iller, i più lo conoscevano con questo soprannome, era persona notissima a Montecchio per aver gestito assieme ai genitori, Ennio (scomparso nel 2004) e Anna, e alla sorella Elena, il centralissimo Bar Sport, luogo di ritrovo per i montecchiesi in piazza Repubblica.

Ma non solo. Iller era stato direttore generale negli ultimi due anni di esistenza della Rocca 68, società calcistica poi fusasi con l’Us Montecchio, in cui aveva anche ricoperto il ruolo di allenatore del settore giovanile. Dopo la chiusura della Rocca, Iller si era trasferito al Plaza Football Club, società che ora milita in Terza categoria e con la quale ha condiviso le gioie di un periodo felice, conquistando una promozione nel campionato Amatori.

Sposato con Harlene, una ragazza delle Filippine con cui ha condiviso la vita – e con la quale ha cresciuto le figlie Chloe e Chanel – aveva lasciato la gestione del Bar Sport da una decina d’anni alla madre e alla sorella per aprire un’agenzia di scommesse in via Vittorio Veneto, poi chiusa.

Combattivo, solare e grande spirito di aggregazione sono le doti che di lui si ricorderanno in tanti a Montecchio. La capacità di lasciare sempre qualcosa in ognuno, a ogni incontro, e una passione per la Juventus che lo ha portato anche a visitare lo Stadium bianconero prima che la malattia lo minasse nel corpo, mantenendo però lo spirito di sempre.

Da tempo Iller combatteva con una malattia che lo ha costretto a sottoporsi a molti interventi chirurgici (l’ultimo nemmeno un mese fa) e diversi cicli di terapia che gli impedivano di tenere nascosto quanto gli stava accadendo.

In uno dei post sul suo profilo Facebook, datato 15 gennaio 2015, è contenuta l’essenza dell’Iller che tutti a Montecchio hanno conosciuto.

«Vado dritto per la mia strada, consapevole che il destino può cambiare in un attimo. In parte sono deluso e quasi schifato ma poco conta, me ne farò una ragione. Di certo non cambierò mai più la mia opinione e con grande orgoglio non abdicherò fino a che un solo flebile respiro mi supporterà. La vita ci fa sbagliare per poterci insegnare: chi pensa di non sbagliare mai ed è sempre pronto a giudicare gli altri resta una persona che non merita rispetto. Buona vita a tutti e che il Signore vi protegga. Orgoglioso di combattere fino alla fine».

Anche la moglie Harlene, che lo piange assieme alle figlie Chloe e Chanel, alla madre Anna e la sorella Elena, sulla sua pagina Facebook ha voluto salutare il marito così: «Fabrizio, ovunque io guardi vedo te. Faccio fatica a pensare che te ne sei andato. Tutto quello che so è che tu non soffrirai più e ora sei in un posto migliore. Addio marito mio, farò sempre tesoro del tempo che ho passato con te».

I funerali si terranno oggi alle 15 partendo dalla camera ardente dell’ospedale Franchini per il Santuario della Beata Vergine dell’Olmo e, dopo la cerimonia funebre, per il cimitero locale. La famiglia, ringrazia il medico di base dottor Govi e il servizio infermieristico domiciliare per le cure premurose prestate al congiunto. Viene chiesto di devolvere eventuali offerte all’Hospice Casa Madonna dell’Uliveto di Albinea.

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