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Ndrangheta, il numero due di Grande Aracri ha costruito ovunque a Reggio

Ndrangheta, il numero due di Grande Aracri ha costruito ovunque a Reggio

E' quanto appare sul sito internet, ancora online, della Edil Tetti di Antonio Gualtieri, in cui si racconta l'ascesa della società parlando di cantieri anche in piazza Martiri del 7 Luglio. In rete spunta una foto del Duomo in ristrutturazione

REGGIO EMILIA. Li avrà fatti davvero tutti? Oppure era una strategia pubblicitaria? Cantieri su cantieri, in tutta Reggio. Anche in piazza Martiri del 7 Luglio, nel cuore della reggianità. In una foto compare persino l’interno del Duomo in ristrutturazione. Il sito internet è ancora online. Difficile dire quanto sia aggiornato. E quanto veritiero. Ma nelle sue pagine vuol raccontare un’ascesa. Dai lavoretti fino ai complessi residenziali.

È la parabola dell’Edil Tetti srl di Antonio Gualtieri, già numero due dell’Aier, considerato dagli inquirenti uno degli uomini di spicco della cosca Grande Aracri. Tutto nero su bianco. Online. Il “curriculum” pubblico del vice boss, considerato emissario di Nicolino Grande Aracri, di cui le carte di Aemilia raccontano il lato oscuro.

Se davvero la Edil Tetti – poi diventata Ji.Ma.holding.srl – avesse realizzato tutti gli interventi descritti, restituirebbe le dimensioni del suo radicamento nel tessuto cittadino. Ed è per questo motivo che dal M5s hanno intenzione di chiedere un nuovo accesso agli atti, per far luce sul suo reale grado di penetrazione.

Sono lavori fuori dall’indagine, precedenti all’inchiesta, che risalgono fino agli anni ‘90, quando venne fondata la società. Arrivando al duemila inoltrato. È dallo stesso sito della società che è possibile ricostruire la parabola. O almeno l’immagine che si voleva rendere pubblica, curata da chi ha messo in piedi la pagine internet.

“La Edil Tetti srl nasce nel 1990 dalle capacità imprenditoriali di Antonio Gualtieri, e inizialmente si occupa di piccoli interventi di manutenzioni condominiali nel territorio della provincia di Reggio Emilia – si legge nella sezione La nostra storia – Con il passare degli anni gli stessi amministratori condominiali manifestarono una grande fiducia verso la Edil Tetti e ci appaltarono lavori di maggiore consistenza nel campo del restauro del “cls” (ovvero il calcestruzzo) vista la nostra esperienza”.

Una premessa cui segue un elenco di interventi, in città e in provincia. Condomini, soprattutto. Ma anche la parrocchia di Santa Maria Assunta, il Convento ex Gesuiti di Novellara, edifici Peep e Iacp, un’azienda. Nulla di illegale. Interventi leciti che secondo quanto descritto nella narrazione online rendono la Edil Tetti una “impresa affidabile e conosciuta nel territorio reggiano grazie alla esperienza e affidabilità ottenuta durante questi primi anni, e grazie alla “pubblicità” che i vari tecnici che dirigevano i lavori eseguiti ci facevano”.

Sono anni in cui sembra giri tutto bene. E i lavori sembrano aumentare, a tal punto che “si iniziò ad acquistare fabbricati da ristrutturare e terreni da edificare”, con interventi “nel centro storico di Reggio Emilia, in vicolo Trivelli, in via Spani, piazza Martiri del 7 Luglio e oltre al centro in via Digione e via Forzani”.

Nel 2000 la svolta, quando la società ha cominciato a “costruire fabbricati residenziali di alta qualità”. Online vengono pubblicate foto su foto. Cantieri o case finite. “Il primo intervento residenziale si trova a San Rigo di Reggio Emilia”, si legge. Poi altri lavori, a San Bartolomeo di Reggio, a San Prospero, ad Albinea, a Canali, in via Tassoni. “Attualmente abbiamo iniziato un progetto a Rivalta di Reggio Emilia in una lottizzazione esclusiva in zona residenziale”, si legge ancora. Ville indipendenti, “in una delle zone più belle di Reggio Emilia in un contesto totalmente privato”. Non mancano però problemi finanziari. E la Edil Tetti decide di cambiare volto, diventando Ji.Ma..

Ma è proprio a Rivalta, nei box Edil Tetti, che nel 2011 gli inquirenti

cominciano la fase di intercettazioni finite nelle carte di Aemilia, descrivendoli come locali in cui si svolgevano vertici della cosca. E rivelando il lato oscuro di un’impresa che per decenni avrebbe costruito sotto gli occhi di tutti. E all’insaputa di un’intera città. (e.spa.)

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