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La Spagna “scippa” il nome Lambrusco e Scandiano insorge

Effetto di una nuova legge europea. Timori tra i produttori Il sindaco Mammi: «In arrivo novità da Martina e De Castro»

SCANDIANO (REGGIO EMILIA). Questi sono giorni di timore nel mondo vinicolo emiliano incentrato sul lambrusco, un prodotto che ha la sua casa fra Reggio e Modena. Il pericolo arriva dalla Spagna e dal Portogallo, dove diversi consorzi intendono usare il marchio “lambrusco” per il loro vino.

I vitigni usati per il vino sono basati sulle stesse uve utilizzate in Emilia, e una nuova norma europea potrebbe consentire loro di appropriarsi del nome, nonostante le migliaia di km di distanza. La norma prevede una forte semplificazione delle regole attuali, e una delle conseguenze principali riguarderebbe proprio i vini: per poter definire un vino con un nome preciso potrebbe essere sufficiente produrlo con le uve indicate, eliminando gli attuali vincoli geografici imposti dall’Unione Europea.

La questione non riguarda solo il Lambrusco, ma parecchie tipologie vinicole. Per il Lambrusco la concorrenza principale è quella di Spagna e Portogallo, paesi mediterranei con vaste aree simili a quelle delle colline e delle pianure emiliane, in cui i vitigni base del lambrusco possono crescere senza problemi.

La novità sarebbe davvero dirompente per uno dei principali prodotti regionali, venduto in tutto il mondo a buon prezzo, e in gran quantità. I dati 2014 parlano di 178.252.934 bottiglie di lambrusco messe sul mercato, il 63% vendute all’estero, e di un valore complessivo di 570.409.389 euro.

Nel territorio reggiano, uno dei cardini dell’universo lambrusco è sicuramente Scandiano, dove hanno sede quattro delle principali cantine provinciali, EmiliaWine, Aljano, Bertolani e Casali. E dove la caratterizzazione dei luoghi coi vini è molto forte, tanto che esistono due piccole località chiamate “Spergola” (il bianco frizzante tipico collinare) e proprio “Lambrusco”, quest’ultima lungo la strada che porta a San Ruffino. La possibile legge europea sta ovviamente generando tensione, e non a caso proprio qui si terrà sabato un convegno sul tema a cui prenderanno parte l’attuale ministro dell’Agricoltura Martina e il principale rappresentante italiano del settore nel parlamento europeo, Paolo Di Castro.

Negli anni passati ci sono già stati alcuni tentativi, vinificatori spagnoli hanno presentato i marchi “Lambrusco Antico Casato” e “Lambrusco Emilia Canottieri”, sinora respinti dall’ufficio brevetti di Spagna dopo le proteste ufficiali del consorzio del lambrusco. Se però la normativa europea cambiasse, sarebbe molto più difficile, se non impossibile, arginare operazioni simili. «I produttori stanno vedendo il nostro impegno come istituzioni per bloccare questo cammino – riflette il sindaco Alessio Mammi –. E siamo fiduciosi: già sabato al convegno ad Arceto potrebbero esserci novità in questo senso. Aspettiamo di sentire Martina e De Castro».

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