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Caso Brescello: Coffrini è pronto a dimettersi da sindaco

Caso Brescello: Coffrini è pronto a dimettersi da sindaco

Ndrangheta, il primo cittadino si confronta col Pd e fa retromarcia: a giorni attese le sue dimissioni. Gemma: «Abbiamo ascoltato il partito»

BRESCELLO. Le dimissioni di Marcello Coffrini sono a un passo. E' solo questione di giorni, ma il primo cittadino, dopo i colloqui telefonici intercorsi tra giovedì e venerdì con i vertici del Partito Democratico reggiano, avrebbe deciso di farsi da parte. A conferma ci sono le parole di Gabriele Gemma, ex segretario del Pd di Brescello, poi assessore della giunta e sodale del sindaco, che ha sostenuto nonostante la richiesta di dimissioni del partito.

Coffrini con Gemma
Coffrini con Gemma

«Stiamo seriamente valutando le dimissioni perché teniamo molto alle indicazioni che ci ha fornito il Pd e non certo quelle di Grillo che è un comico» è ora la frase conciliante di Gemma.

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Dopo le polemiche nate in seguito alle sue dichiarazioni su Francesco Grande Aracri, dal settembre 2014 Coffrini è stato al centro di una serie di attacchi provenienti sia da istituzioni che da avversari politici, che si sono protratti sino a questi giorni. Dopo aver dichiarato l'intenzione di voler presentare ricorso in caso di scioglimento del Comune per mafia, Coffrini si è visto “circondato” anche dal Pd , che dopo diversi giorni di pressing sarebbe riuscito a ottenere le dimissioni del sindaco.

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Quelle ufficiali dovrebbero essere messe nero su bianco nei primi giorni della prossima settimana, giusto il tempo per espletare alcune procedure burocratiche per poi lasciare l'incarico. A questo punto, inevitabile sarà il commissariamento del Comune (che si protrarrà presumibilmente fino a giugno), al di là di qualsiasi esito che potrà scaturire dalle indagini della commissione.

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Intanto, giovedì sera il Partito Democratico ha affrontato il caso dei consiglieri brescellesi che hanno mantenuto la fiducia al sindaco nonostante l'indicazione di rassegnare le dimissioni. In via Gandhi non sono volati gli stracci, il confronto si è mantenuto su toni distesi ed è stato scongiurato il clima da “caccia alle streghe” che fino a qualche giorno fa poteva essere ipotizzato.

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Davanti al direttivo del circolo di Brescello, alla segreteria del partito e a Raffaele Leoni, presidente della commissione dei garanti del Pd, sono comparsi la consigliera Susanna Dall’Aglio e l’assessore Gabriele Gemma (mancava l'altra consigliera, Silvia Benecchi), che hanno motivato le ragioni del proprio comportamento.

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Nel corso del confronto, durato circa due ore, sia il segretario Andrea Costa che il presidente della Provincia Giammaria Manghi hanno ribadito le posizioni del partito ed esternato i motivi che hanno portato alla richiesta di dimissioni del sindaco e dei consiglieri, senza arrivare a “punizioni” nei confronti dei tre dissidenti. Anche se alcuni circoli locali (come ad esempio quello di Quattro Castella) hanno invocato provvedimenti a loro carico, avanzando una richiesta formale alla commissione di garanzia.«Non è stato aperto alcun procedimento» commenta Leoni.

Caso Brescello, i cittadini in piazza per il sindaco BRESCELLO. C'erano anche i figli di Francesco Grande Aracri, in piazza Matteotti, alla partecipata manifestazione a favore del sindaco Marcello Coffrini, finito nella bufera dopo la video intervista realizzata dai ragazzi di Cortocircuito sul tema delle mafie a Reggio Emilia. LEGGI L'ARTICOLO

Non bastassero i problemi legati alle vicende del Comune, Coffrini in questi giorni si è dovuto preoccupare anche delle condizioni di salute del padre Ermes vittima, mercoledì sera, di una brutta caduta che ha reso necessario il ricovero al vicino ospedale Oglio Po di Casalmaggiore (Cremona).

A quanto risulta l'uomo, come ama solitamente fare, si è recato nella zona golenale del paese in compagnia dei suoi cani quando, per cause da chiarire, è stato tradito da uno dei guinzagli: rimasto impigliato, Coffrini ha perso l'equilibrio ed è caduto a terra, sbattendo violentemente la faccia. L'uomo, 68 anni, si è poi recato all'ospedale, dove è stato dimesso dopo due giorni.

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