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Acqua pubblica: sì al Piano Caia

Un voto contrario (Viano) e sei astensioni tra i sindaci alla proposta illustrata da Luca Vecchi all’assemblea

REGGIO EMILIA. Via libera, con alcuni distinguo tra i sindaci al cosiddetto Piano Caia per la gestione del servizio idrico. Alla fine, l’81,58% dei sindaci ha dato il via libera alla proposta avanzata dal sindaco Luca Vecchi che prevede l’affidamento del servizio idrico ad una società mista, con la partecipazione di un socio privato industriale operativo.

La delibera è stata votata positivamente dall'81,58% dei sindaci reggiani (30 i presenti). Sei sono i Comuni che hanno scelto di astenersi in merito all'approvazione dell'atto (9,91%): Carpineti, Casalgrande, Casina, Castelnovo ne' Monti, Novellara, Villa Minozzo. «I rappresentanti dei Comuni astenuti - dice una nota - hanno espresso, pur nel voto che intende essere coerente con le discussioni intervenute nei rispettivi Consigli comunali, la sostanziale volontà di arrivare a un'operazione condivisa, salvaguardando gli obiettivi delineati nel percorso di approfondimento affrontato in questi anni, arrivando a ragionare di un progetto comune. L’unico voto contrario è stato quello del Comune di Viano, retto dal sindaco leghista Bedeschi. Le istanze - prosegue la nota - emerse con forza dalla discussione pubblica, per il lavoro che prevede la messa in opera del piano, indicano obiettivi largamente condivisi: la territorialità della gestione, la garanzia di un ruolo pubblico forte, la reversibilità delle azioni che non pregiudichi, a fronte di mutamenti delle condizioni politiche e sociali, eventuali evoluzioni del modello adottato. «La qualità del servizio idrico a Reggio Emilia non è in discussione: la proprietà pubblica delle reti, le performance positive del nostro acquedotto in termini di lotta gli sprechi, l'ottima qualità dell'acqua, l'universalità del servizio: sono tutti fatti accertati – afferma il sindaco di Reggio Luca Vecchi – Il sistema dei Comuni reggiani non ha arretrato rispetto al referendum e mette in campo una proposta che tiene assieme l'interesse pubblico in termini di proprietà della concessione e la sostenibilità del progetto sul piano economico. E' un progetto innovativo e coraggioso, primo in Italia, sul quale gli enti locali di questo territorio si impegnano, e continueranno a farlo, per giungere al miglior risultato possibile». Soddisfatto anche l’assessore ai beni comuni Mirko Tutino, il difficile viene adesso: «il futuro del servizio idrico reggiano per i prossimi decenni dipende da come sapremo lavorare nei prossimi mesi».