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Inquinamento, Reggio Emilia resta la peggiore in regione

E’ la nostra città a detenere il primato dei superamenti del limite delle polveri sottili con 60 sforamenti in viale Timavo

REGGIO EMILIA. Nelle ultime due settimane Modena ci ha oltrepassati, ma è sempre Reggio che in ambito regionale detiene il poco lusinghiero primato dei superamenti del limite delle polveri sottili. La centralina dell'Arpa di viale Timavo, infatti, ne ha totalizzati 60 dall'inizio dell'anno, mentre ne sarebbero tollerati al massimo 35.

L'altra stazioncina, situata nel verde del San Lazzaro, non fa storia con soli 25 sforamenti. Parma, invece, con i suoi 58 ci segue a ruota. Carpi e Rimini sono a quota 52. Piacenza ne ha contati 51, Modena 46, Ferrara 45 e Bologna appena 32.

A questi livelli preoccupanti di inquinamento atmosferico hanno contribuito in larga misura i quattordici giorni (dal 30 novembre al 13 dicembre) di aria stagnante e assenza di pioggia. In tale periodo la soglia di 50 microgrammi al metro cubo è stata superata ben undici volte a Modena, dove dal 30 novembre al 4 dicembre si sono registrati cinque sforamenti consecutivi. Invece ne sono stati registrati dieci a Rimini e nove a Reggio con sei giorni consecutivi, dal 30 novembre al 5 dicembre. Le punte più elevate, in assoluto, sono i 108 microgrammi misurati a Rimini il 3 dicembre, i 104 di Ferrara e i 100 rilevati a Reggio il primo del mese.

«La situazione meteorologica - spiega Luca Lombroso, responsabile dell'osservatorio geofisico dell'università di Modena e Reggio - non favorisce la dispersione delle sostanze inquinanti. Dalla fine di novembre, infatti, persiste sul nostro territorio un campo di alta pressione, con venti deboli, nebbia e assenza di precipitazioni. Le previsioni non sono confortanti. L'alta pressione dovrebbe rimanere almeno fino a Natale, con inversione termica, nebbie e assenza di neve in montagna».

E' una magra consolazione constatare che nei decenni trascorsi la situazione era peggiore, poichè continuiamo a vivere in una delle zone più inquinate d'Europa. «Il problema - sottolinea Lombroso - non è affatto risolto e riguarda l'intero bacino padano. Non credo che esistano fra una città e l'altra le differenze rimarcate dalle centraline. In queste condizioni incombe una seria minaccia per la nostra salute. L'Associazione italiana per la ricerca sul cancro ha denunciato la cancerogenicità delle sostanze sospese nell'aria».

A suo parere le limitazioni del traffico finora deliberate a livello regionale sono del tutto insufficienti: «Spero - dice

Lombroso - che si arrivi al blocco totale della circolazione nelle città e a limitazioni della velocità sulle autostrade e sulle strade extraurbane. Gli interventi dovrebbero agire su due piani, quello della mobilità e quello della coibentazione degli edifici, per ridurre le combustioni».

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