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Brescello, ora la parola passa al prefetto

La Commissione incaricata di indagare l'eventuale presenza di infiltrazioni ha chiuso i lavori e consegnato la relazione

BRESCELLO (REGGIO EMILIA). La commissione di accesso al Comune di Brescello ha concluso il proprio lavoro e ha consegnato la relazione ispettiva al prefetto di Reggio Emilia, Raffaele Ruberto. Il contenuto è stato secretato. Ora il prefetto ha 45 giorni di tempo per inviare una proprio elaborato al ministro dell'Interno, con una proposta.
 
 
La commissione, formata da Adriana Cogode, prefetto vicario di Reggio Emilia; Giuseppe Zarcone, dirigente del servizio contabilità e gestione finanziaria della Prefettura di Torino; dal capitano Dario Campanella, comandante della Compagnia dei carabinieri di Castelnovo Monti era stata nominata il 10 giugno scorso con l’obiettivo di prendere visione di tutta la documentazione del Comune per valutare eventuali infiltrazioni mafiose e la sussistenza della necessità di scioglimento. La richiesta era stata avanzata dal prefetto, sulla base di un'informativa dei carabinieri del Comando provinciale di Reggio Emilia. Ad innescare dubbi sulla situazione del Comune furono anche le dichiarazioni del sindaco Marcello Coffrini. Parlando di Francesco Grande Aracri, condannato in via definitiva per associazione di tipo mafioso, disse che Grande Aracri, ritenuto un punto di riferimento di una cosca di 'ndrangheta, è una persona «gentile, tranquilla ed educata».
 
Giovedì sera attorno alle 19 la commissione è arrivata in municipio di Brescello per formalizzare la chiusura del proprio lavoro. «Il contenuto non è ostensibile in questo momento – afferma Adriana Cogode – e non so per quanto tempo lo sarà. Il prefetto adesso ha la relazione e deve fare le sue valutazioni assieme alle forze dell’ordine, perché è prevista una riunione di coordinamento. Poi manderà a Roma l’esito della sua istruttoria». 
 
E’ emerso qualcosa di interessante?  «Non posso dire nulla, assolutamente – risponde Adriana Cogode –. Non si può dire nulla. Non dire questo avrebbe significato creare aspettative. Invece non si deve dire nulla. Non andremo, noi, a commettere una violazione del segreto d’ufficio. Anche nell’interesse del procedimento e nell’interesse di tutti».
 
Il sindaco Marcello Coffrini, raggiunto nella sua abitazione: «Non vado in municipio semplicemente perché la mia presenza non è prevista». Un parere sul lavoro della commissione?  «Sono fiducioso sul buon lavoro fatto della commissione. Sto aspettando una risposta e confido che sia tutto in regola».
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