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«Il Corano vieta la musica, esenzione per i nostri figli»

Scoppia il caso a Guastalla: un anno fa i genitori vennero dissuasi. Ora le famiglie che lo chiedono sono aumentate

GUASTALLA (REGGIO EMILIA). Il Corano vieta la musica, o per lo meno gli strumenti a fiato e a corda. Con questa motivazione alcune famiglie musulmane della Bassa hanno chiesto l'esenzione per i propri figli dall'ora di musica. La domanda è stata avanzata formalmente per la prima volta l'anno scorso alle scuole medie di Gualtieri e di Guastalla, ma poi gli insegnanti hanno convinto i genitori a desistere da questa posizione, perché non è sostenibile a termine di legge. 
 
Sembrava che la questione fosse risolta, ma con il nuovo anno scolastico si è ripresentato lo stesso problema, questa volta solo a Guastalla. A presentare la domanda sono state tre famiglie: un numero in aumento, anche se di poco, rispetto all'anno scorso. Anche questa volta è stata messa in campo un'opera di convincimento per far desistere i genitori da richieste che non possono essere accolte. 
 
In particolare, le famiglie si oppongono allo studio del flauto, strumento che sarebbe bandito dall'Islam. Casi del genere sono avvenuti già in altre scuole italiane e di altri Paesi europei, e ci sono stati anche genitori che hanno ritirato i figli da scuola. Su internet ci sono alcuni siti dove queste posizioni vengono propagandate e dove si mettono a disposizione dei moduli di richiesta precompilati, con tanto di citazioni coraniche, per spiegare le ragioni per le quali l'educazione musicale sarebbe contraria ai principi religiosi dell'Islam (ma chiunque abbia viaggiato in un Paese musulmano sa che la musica, tranne rare eccezioni, viene suonata e ascoltata anche lì). 
 
L'episodio, assicurano nelle scuole coinvolte, è isolato e avviene in un contesto in cui la presenza di molte culture non dà luogo a situazioni di conflitto. Il timore, al momento solo ipotetico, è però che in futuro queste richieste possano ampliarsi ed investire magari anche altre materie d'insegnamento. Per questo si avverte da più parti come necessario un pronunciamento dell'ufficio scolastico provinciale, affinché gli insegnanti abbiano direttive chiare. Sabato
alle scuole medie di Guastalla si è anche svolto un incontro con i mediatori culturali, allo scopo di favorire il dialogo tra famiglie e scuole. Un dialogo che si deve fondare su fiducia reciproca, ma che deve avvenire all'interno di alcuni paletti invalicabili. 
 

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