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Sicurezza stradale, gli autovelox a Masone e in via Teggi

Reggio Emilia, sono le due priorità individuate dal Comune nel piano che verrà adottato entro il mese di ottobre

REGGIO EMILIA. Via Teggi a Codemondo e via la via Emilia a Masone. Sono queste le due strade sulle quali il Comune intende intervenire prioritariamente per limitare la velocità e, di conseguenza, ridurre il tasso di incidentalità. Due strade a scorrimento veloce, dove a partire dal prossimo ottobre potrebbero arrivare gli autovelox, fra gli interventi presi in considerazione dall’amministrazione nell’ambito del nuovo piano della sicurezza stradale.

Nel piano, già presentato in giunta a fine primavera, si contempla il ricorso a nuovi autovelox automatici, in funzione h24 e senza la necessità della presenza di una pattuglia. Una decisione che verrà presa in sintonia con la Prefettura, cui spetta il via libera. La stessa Prefettura ha già stilato un elenco di vie in cui sarebbe consentita l’installazione. Il piano non sarà comunque adottato prima di ottobre.

Per l’installazione di autovelox su questo tipo di strade sono due i requisiti richiesti: da un lato, l’alto tasso di incidentalità, dall’altro l’impossibilità di fermare il veicolo per emettere sanzioni. Ed è proprio a partire dal numero di incidenti in rapporto ai veicoli in transito che dal Comune, in accordo con la Prefettura, stanno elaborando una mappa cittadina degli interventi necessari, che non necessariamente consisteranno soltanto in autovelox.

«L’autovelox non è e non deve essere posizionato in quei luoghi dove produce tante multe – ammette l’assessore alla Mobilità, Mirko Tutino –Ma è uno strumento utile in quelle strade in cui esistono situazioni di pericolo. È una forma di tutela e di deterrenza rispetto a velocità eccessive che possono causare incidentalità e mortalità».

Finora sono proprio via Teggi e la via Emilia a Masone le due strade sulle quali dal Comune ritengono sia necessario un rapido intervento. Due strade che tuttavia non sono comunali, bensì rispettivamente di competenza provinciale e statale. Ed è per questo motivo che, prima dell’installazione delle telecamere, bisognerà anche trovare un accordo con i due attuali gestori. I costi dell’installazione delle telecamere, tuttavia, resteranno in carico al Comune.

Nella valutazione complessiva delle altre strade su cui intervenire, inoltre, sarà preso in considerazione anche quanto abbia influito la stessa velocità nel causare gli incidenti.

Lo scopo, ovviamente, è quello della riduzione dell’incidentalità, comunque già scesa negli ultimi anni: erano 1.246 gli incidenti nel 2005, sono diventati 849 nel 2013, con un trend costante.

In calo anche i feriti, passati nello stesso lasso di tempo da 1.898 a 1.132. Un calo che ha comportato anche una riduzione dei costi sociali e sanitari dei sinistri, che dal 2005 al 2011 hanno raggiunto la cifra complessiva di 802 milioni di euro.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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