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FestaReggio, scoppia la polemica sui profughi volontari

L'attacco della Lega: "Sono impiegati senza protezione". La replica del Pd: "E' un'opportunità di integrazione"

REGGIO EMILIA «A FestaReggio, la Festa Provinciale del PD al Campovolo, sono stati impiegati "profughi", attualmente ospitati dalla cooperativa sociale e di solidarietà Dimora d'Abramo, per la preparazione degli stand e come gli stessi, da quanto riportato saranno circa 30, saranno impiegati nel lavaggio dei piatti, nel pulire per terra e nel servire ai tavoli».

Lo scrive in una nota il segretario Provinciale Lega Nord, Gianluca Vinci, annunciando la presentazione di un esposto alla Direzione Territoriale del Lavoro ed all'AUSL da parte del militante del Carroccio, Davide Curti.

«Durante le operazioni preparatorie, movimentazione di un frigorifero e dei tavoli,erano privi di guanti di protezione ed utilizzavano anche un transpallet. Ci si chiede allora a quale titolo e per quale motivazioni questi 30 profughi siano impiegati presso la Festa del Pd, non avendo elettorato attivo né passivo, forse non conoscendo neanche bene la lingua italiana, se stiano svolgendo volontariato per un partito politico italiano scelto di propria volontà. Questo è sembrato uno schiaffo a tutti quegli artigiani ed operai che quotidianamente si trovano a dover giustamente rispettare decine e decine di leggi e regolamenti sul lavoro e sulla sicurezza sul lavoro, pena migliaia e migliaia di euro di multe e denunce penali».

Secondo il segretario del Carroccio, «anche il Comune di Reggio Emilia intende utilizzare i profughi per la manifestazione Olimpiadi del Tricolore, questo è l'ennesimo palese esempio del fatto che il Pd reggiano ormai da tempo ha confuso quello che sono le istituzioni e quello che è il Partito di maggioranza in questa città, se infatti la scelta del Comune non è condivisibile, ma da un punto di vista politico, molto più grave è l'utilizzo di profughi per la realizzazione in un evento privato».

Sul caso i consiglieri regionali della Lega, Alan Fabbri e Gabriele Delmonte ,hanno annunciato un'interrogazione all'assessore regionale alla Legalità, Massimo Mezzetti, e al presidente della Regione, Stefano Bonaccini.

Ma dal Pd non ci stanno e replicano. I circa 30 profughi al lavoro alla festa dell'Unità di Reggio Emilia sono parte di un progetto proposto al Pd da una coop che si occupa della gestione dei profughi sul territorio reggiano, la Cooperativa Dimora d'Abramo. A spiegarlo è il segretario del Pd di Reggio Emilia, Andrea Costa, che rivendica la bontà dell'iniziativa e, spiegandone i termini esatti, risponde alle critiche arrivate dalla Lega Nord. «Lo ha fatto con noi, lo ha fatto con parrocchie e associazioni. E lo Stato ci guadagna - sottolinea - perché il vitto che i ragazzi consumano quando lavorano a FestaReggio viene decurtato dal contributo che lo Stato riconosce per la loro gestione».

«Noi permettiamo a loro di fare un pò di socialità, come ospitiamo a FestaReggio 12 carcerati, che così hanno l'opportunità di uscire. Si tratta di una trentina di persone su oltre mille volontari - sottolinea Costa -. Un contributo simbolico di cui il Partito non avrebbe bisogno, visto i numeri dei volontari disponibili».

Costa ricorda che proprio grazie agli utili generati anche coi volontari da sempre la festa di Reggio Emilia finanzia progetti di solidarietà, da Emergency alla Caritas. Quanto alle accuse di non aver dato da lavorare ad artigiani reggiani l' esponente Pd è secco: «Quei ragazzi qui vengono fare un pò da lavapiatti e camerieri. Noi queste cose non le abbiamo mai pagate. Mentre invece paghiamo gli artigiani (elettricisti, carpentieri, idraulici) che allestiscono una cittadella di 150 mila metri quadrati. E creiamo un bel indotto».
 

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