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Caso Imu, Coopsette vende il capannone

La coop mette sul mercato parte degli immobili sui quali non ha versato l’imposta. Ma il ricavato non andrà al Comune

CAMPEGINE. Fino a pochi mesi fa Coopsette era il più grande contribuente del Comune di Campegine. Tra capannoni, terreni e immobili vari - come la recente sede dell’omonima fondazione - Coopsette versa solo di Imu 180mila euro l’anno nelle casse dell’amministrazione, che ha così potuto mantenere negli anni i servizi e tagliare le tasse vista la provvista versata regolarmente dalla cooperativa rossa. Poi, nei mesi scorsi, la nuova débâcle per l’azienda di costruzioni, che ha chiesto il second ...

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CAMPEGINE. Fino a pochi mesi fa Coopsette era il più grande contribuente del Comune di Campegine. Tra capannoni, terreni e immobili vari - come la recente sede dell’omonima fondazione - Coopsette versa solo di Imu 180mila euro l’anno nelle casse dell’amministrazione, che ha così potuto mantenere negli anni i servizi e tagliare le tasse vista la provvista versata regolarmente dalla cooperativa rossa. Poi, nei mesi scorsi, la nuova débâcle per l’azienda di costruzioni, che ha chiesto il secondo concordato in tre anni congelando il pagamento dell’Imu al comune di Campegine, costretto ora ad alzare l’aliquota Irpef per tamponare la falla nei conti. Una manovra d’urgenza che ha fatto impattare la giunta contro il muro delle polemiche sollevate dai residenti, alcuni dei quali dipendenti proprio della coop che ha già congelato il prestito sociale e confermato esuberi di personale.

In attesa dell’ammissione al nuovo concordato preventivo e di una soluzione sul fronte debiti, Coopsette ha messo in vendita in questi giorni una porzione del grande capannone di Campegine, sul quale il comune vanta parte del credito Imu da 180mila euro, imposta che la coop non versa in forza di una deroga prevista dalla procedura concordataria intrapresa per evitare il collasso. Si tratta però di una vendita straordinaria, perché passa sotto l’egida del tribunale nonostante il piano di rientro non sia stato ancora omologato. Per tentare di tornare a galla, Coopsette ha deciso quindi di mettere in vendita proprio il capannone di Caprara e del terreno posto di fronte. Il prezzo di vendita del compendio immobiliare è di tutto rispetto: ben 7 milioni e 300 mila euro (offerte da presentare in busta entro il 30 luglio) richiesti agli eventuali compratori del fabbricato industriale utilizzato come magazzino, che copre una superficie complessiva di oltre 22mila metri quadri, di cui 10.500 costituiti dall’area coperta dal fabbricato, oltre a un terreno da 18.500 metri quadri ora coperto dall’erba ma che è già edificabile. Il capannone più grande che si trova a lato, invece, non è compreso nella vendita. La cessione dell’immobile, però, non andrà a vantaggio del Comune creditore: nel caso in cui Coopsette riesca a mettere a segno questo colpo di mercato, dovrà necessariamente dirottarli all’interno del calderone più ampio del piano concordatario. Per ora quindi, si tratta di un assolo rivolto unicamente a offrire ossigeno alle casse della coop, senza alcun beneficio diretto per l’amministrazione del sindaco Paolo Cervi, che sta patendo le difficoltà al pari di piccole aziende e indotto legato alle sorti della coop. Campegine, infatti, incassa complessivamente 1,1 milioni di euro di Imu. A Coopsette spetta oltre il 10% di questa cifra. Paradossalmente a Castelnovo Sotto, comune dove è nata la coop, la cifra incide meno perché la sede è più vecchia e ha un valore castale minore. Per Campegine, quindi, ciò che era considerata una riserva aurea si rivela ora una vena esaurita e senza possibilità di alcun rimpiazzo.