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IL CASO

La Protezione civile multata dal Ministero per le frequenze radio

Un’amara sorpresa per l’associazione “Eridanus” di Boretto: a sua insaputa era in possesso di due canali, dovrà pagare 2.300 euro. Sequestrate anche le apparecchiature

BORETTO. Duemila e 300 euro di multa alla Protezione civile “Eridanus” di Boretto. E’ quanto hanno stabilito gli ispettori del Ministero dello Sviluppo economico, dopo quello che doveva essere un normale controllo all’interno della sede dell’associazione. E’ la motivazione ad aver lasciato perplessi i soci e i cittadini di Boretto: dai controlli, infatti, è emerso che l’associazione disponeva di due frequenze radio e non di una.

La dinamica della vicenda è spiegata dal presidente Roberto Meroni: «Nel 2000, quando eravamo formati da poco – racconta – presentammo una regolare richiesta di subentro a una frequenza utilizzata dal Comune, per quello che doveva essere un semplice cambio di intestazione, anche alla luce di una convenzione col Comune stesso. Nel novembre scorso (nei giorni appena successivi alla piena del Po, ndr) i funzionari mi avvisarono dei controlli e mettemmo a disposizione la sede». Ma, al momento del controllo del ponte radio, l’inattesa scoperta.

«I funzionari – aggiunge il presidente – mi dissero che avevano trovato una seconda frequenza, e in quel momento caddi letteralmente dalle nuvole. Io spiegai che ereditammo l’apparecchiatura (collocata dove oggi ha sede il Coc, centro operativo comunale) e la frequenza dal Comune, e che eravamo in piena buona fede, ma non è servito. A suo tempo, chi installò quella frequenza ne mise una in entrata e una in uscita, all’insaputa di tutti». A quel punto è scattata una sanzione amministrativa da 4600 euro, poi dimezzata in seguito alle giustificazioni addotte da associazione e funzionari comunali. Ma la beffa resta lo stesso, anzi. A peggiorare la situazione, ulteriori controlli sulle apparecchiature.

«Oltre alla multa – spiega ancora Meroni – ci siamo visti sequestrare nove radio e la “base”, in quanto il marchio CE che recavano non era aggiornato. Si tratta di apparecchi del 2000, e in questi anni le normative sono cambiate. Ce le hanno lasciate in dotazione e le possiamo utilizzare solo in caso di emergenza, ma entro maggio dovrò riconsegnarle e saranno buttate al macero. Al momento abbiamo altre radio disponibili, ma dovremo comunque affrontare

l’acquisto di nuove, e anche di una base. Il Comune si è impegnato a venirci incontro – conclude – ma siamo rimasti amareggiati perchè se un errore c’è stato, non è stato per nostra responsabilità. Per un’associazione come la nostra che dispone di fondi limitati, è un brutto colpo».

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