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'Ndrangheta all'emiliana, il libro-verità in edicola con la Gazzetta di Reggio

Le intercettazioni e l'atto d'accusa della procura antimafia: ecco le carte dell'Operazione Aemilia in un instant book della Gazzetta di Reggio

REGGIO EMILIA. Tra Cutro e Reggio Emilia ci sono quasi mille chilometri di distanza. Eppure oggi quel piccolo paese nel crotonese e la provincia emiliana sono molto più vicini di quanto la geografia suggerisca. A Cutro si decidono gli appalti della ricostruzione nel cratere dei comuni colpiti dal terremoto 2012, a Cutro si stabiliscono quali candidati sindaci vanno votati a Brescello o a Parma, a Cutro si scelgono gli imprenditori da taglieggiare a Modena o Mantova. C’è la ’ndrangheta, nella benestante Emilia Romagna. E non è semplicemente infiltrata, è radicata sul territorio. Vive qui, lavora qui. Al punto da aver “contaminato” gli emiliani che hanno costituito una vera e propria ’ndrina autonoma.

Leggi: tutti gli articoli sull'Operazione Aemilia

Lo dimostrano le pagine scritte dal gip di Bologna, Alberto Ziroldi, che il 28 gennaio scorso ha firmato l’atto per cui sono state arrestate dai carabinieri 117 persone, tra la Calabria e l’Emilia Romagna. L'Operazione Aemilia. In manette sono finiti manager insospettabili, politici locali, giornalisti, consulenti, usurai. E poi loro, gli emissari della cosca calabrese Grande Aracri, gli uomini che il boss Nicolino “Manuzza” ha mandato a Reggio Emilia, a Modena, a Piacenza.

Da oggi (venerdì 13), nelle edicole troverete (384 pagine, prezzo 6,90 euro) il libro "Ndrangheta all'emiliana: infiltrazioni e complicità, i documenti d'accusa della magistratura" realizzato da un team di giornalisti di Repubblica Bologna, della Gazzetta di Reggio, della Gazzetta di Modena, della Gazzetta di Mantova e della Nuova Ferrara.

Guarda: i trenta video dell'Operazione Aemilia

La maxi inchiesta della dda di Bologna e di Catanzaro, in fondo, non fa altro che svelare quello che per più di trent’anni non si è voluto vedere. Era il 1982, infatti, quando il capo della locale di Cutro, Antonio Dragone, in apparenza un custode di una scuola elementare, fu mandato al confino con obbligo di dimora nel comune di Quattro Castella, nel reggiano.

Da allora il clan si è adattato ’ndrangheta all’emiliana 6 al territorio, ha allungato i suoi tentacoli, ha cambiato più volte testa, ha capito che qui non aveva bisogno di usare la pistola per fare soldi. In questo libro vengono riportati integralmente i passaggi più importanti dell’ordinanza di custodia cautelare del gip bolognese, 1301 pagine, a cui si aggiungono alcuni articoli usciti su Repubblica, sulla Gazzetta di Reggio e un contributo della Gazzetta di Mantova. Naturalmente è solo il primo atto di un procedimento giudiziario, per cui tutte le persone citate, arrestate o solo indagate, sono da considerarsi innocenti fino all’eventuale terzo grado di giudizio. Ma è anche uno strumento preziosissimo per capire quello che è successo e quello che succederà nei prossimi mesi.

Nicolino Grandi Grandi fotografato a...
Nicolino Grandi Grandi fotografato a Bologna

L'indice del libro

  • Le risate della ’ndrangheta dopo il terremoto in Emilia
  • “Amianto per ricostruire strade e scuole distrutte”, di Fabio Tonacci
  • Nella rete sindaci, prelati e giudici
  • “Così la cosca condizionava il voto” di Francesco Viviano
  • L’ordinanza 
  • I personaggi coinvolti
  • La spartizione degli appalti pubblici
  • Le risate sul terremoto
  • Spariti i soldi per le tangenti? Ci pensano le cosche: il caso Salsi
  • Marco gibertini, il tramite delle cosche con l’imprenditoria
  • Giuseppe Pagliani, il politico amico: “Vedrai, ti faremo toccare il cielo con un dito”
  • Le influenze sulle elezioni amministrative 
  • Le cosche e i mezzi d’informazione
  • «Oh, ragazzuoli… funziona così eh»
  • Le talpe
  • Il patto di sangue tra boss e imprenditori, di Giovanni Tizian
  • Tra la via Emilia e i boss, l’innocenza perduta della mia terra, di Carlo Lucarelli
  • Quanti emiliani nella rete, di Aldo Balzanelli
  • Gratteri: “Il confino al nord, l’errore più grande” di Paolo Cagnan
  • Il filo che lega l’inchiesta emiliana a Mantova, di Rossella Canadè

Il direttore della Gazzetta Paolo Cagnan presenta il libro-inchiesta

Ndrangheta all'emiliana, il libro per non dire "Io non sapevo" Ndrangheta all'emiliana, il libro per non dire "Io non sapevo"

La Gazzetta di Reggio ha seguito, sulla carta e sul web, tutti gli sviluppi dell'Operazione Aemilia, raccontandola in tutti i suoi aspetti.Un grazie in particolare a Elisa Pederzoli, Tiziano Soresina, Enrico Tidona, Evaristo Sparvieri, Massimo Sesena e a tutti i collaboratori e corrispondenti che hanno seguito le cronache.

Storia di una copertina: il coccodrillo

L'immagine di copertina del libro, ovvero la cartina dell'Emilia Romagna che si "trasforma" in un coccodrillo con la coppola, è stata realizzata da Giacomo De Panfilis e tratta da una copertina dell'Espresso del 19 gennaio 2012. Eccolo, qui sotto

Sul sito dell'Espresso è poi stato realizzato uno speciale - lo trovate qui - che contiene anche questa cartina interattiva con la spartizione dei territori tra mafia, ndrangheta e camorra.

C'è poi il nostro speciale sulle mafie in Emilia e i beni confiscati, cliccate qui .

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