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REGGIO EMILIA

I ragazzi del “Motti” ai fornelli dell’Expo

Anche l’istituto reggiano si prepara all’evento. Il preside Fiocchi: «Cerchiamo sponsor per noleggiare la cucina dalla Cir»

REGGIO EMILIA. Il tema dell'Expo "Nutrire il pianeta, energia per la vita" non sono chiamate a svolgerlo soltanto l'industria alimentare, le imprese enogastronomiche e quelle della ristorazione. L'esposizione universale sarà un'occasione imperdibile anche per le scuole che preparano i giovani ad esercitare ai massimi livelli professioni un tempo neglette ed oggi ambitissime, in primo luogo quelle dello chef e del barman.

L'istituto "Angelo Motti" è fra queste. Insieme agli altri quindici istituti della nostra regione aderenti a Reria (Rete Emilia-Romagna istituti alberghieri) si sta attrezzando per portare a Milano le specialità della cucina emiliano-romagnola. Fra agosto e ottobre ognuno di essi avrà a disposizione per più d'una settimana uno spazio all'interno del padiglione dell'Emilia- Romagna.

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I docenti e i migliori studenti del Motti offriranno i piatti tipici reggiani, dopo averli preparati con maestria, e contribuiranno a farli conoscere a migliaia di visitatori provenienti da ogni parte del mondo. «Da tempo - riferisce il preside Remo Cesare Fiocchi - stiamo organizzando la nostra partecipazione all'Expo. A tale scopo avevamo preso contatti con gli ex-assessori regionali all'Istruzione, Patrizio Bianchi, e all'agricoltura, Tiberio Rabboni. Poi siamo stati costretti a ripensare il progetto a causa della lievitazione dei costi.

A Milano, infatti, dovremmo noleggiare la cucina che sarà allestita da Cir Food. La ditta, dopo avere vinto recentemente l'appalto, richiede un canone adeguato al livello dell'esposizione universale, ma al di fuori della portata di una scuola. Il problema riguarda tutti gli istituti della regione. Dovremo, tutti insieme, cercare gli sponsor oppure appoggiarci all'istituto alberghiero e agrario Ranieri Marcora di Piacenza, il più vicino a Milano».

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Intanto il Motti continua l'opera di potenziamento e ammodernamento dei propri laboratori, che serviranno agli studenti anche per allenarsi in vista dell'Expo. Venerdì scorso ha inaugurato nella sede di via Gastinelli a Coviolo la sala Italia, così detta perchè vi sono esposti i vini Doc dell'intera penisola, e un ristorantino didattico. Sono intervenuti, invitati poi al pranzo nella sala Caravaggio, il presidente della Provincia Giammaria Manghi, l'assessore comunale alla Città internazionale Serena Foracchia, il prefetto vicario Adriana Cogode, il questore Isabella Fusiello e i comandanti dei carabinieri e della Guardia di finanza.

 

Il capo d'istituto ha colto l'occasione per ricordare le altre strutture realizzate con il contributo della fondazione Manodori e di ditte private con il sistema del fundrising da quando, nel settembre 2012, ha assunto la guida del Motti: il laboratorio di pasticceria, gelateria e arte bianca, un secondo front office e l'open bar nel quale sono impiegati anche molti fra gli studenti disabili (l'istituto ne ha 122 su 1350 iscritti). Quando, in ottobre, sarà disponibile la nuova cucina con venti postazioni di lavoro, salirà a nove la dotazione di laboratori, senza contare quelli allestiti nelle succursali di via Cialdini e viale Trento Trieste.

«Il nostro sogno - ha detto Fiocchi - è quello di realizzare a Reggio, culla e crocevia di prodotti unici e noti in tutto il mondo, un centro di eccellenza a livello provinciale, in grado di competere con le migliori esperienze regionali e nazionali». L'Expo potrebbe contribuire a proiettarsi anche in una dimensione internazionale: «I nostri studenti - sottolinea il preside - vengono preparati per operare in tutto il mondo nei migliori alberghi e ristoranti. A Marsiglia abbiamo partecipato un anno fa con dieci studenti al festival del cioccolato, classificandoci al secondo posto fra 23 scuole di tutta l'Europa. Nel 2012 avevamo preso parte a una manifestazione analoga alle Azzorre. Nell'indirizzo tecnico abbiamo introdotto lo studio della lingua russa». Storicamente il Motti era l'istituto professionale agrario diretto dal preside Sergio Masini e insediato a Gaida, Castelnovo Monti e Correggio. Dopo anni di declino si risollevò nel 2000 con l'indirizzo alberghiero, che conobbe subito una crescita straordinaria».

Luciano Salsi

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