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Renzi: "Con Bonaccini vincerà l'Italia perbene"

Comizio al Paladozza con il presidente del Pd a sostegno del candidato governatore

BOLOGNA. «Comunque vada, anche se vinciamo, non saranno mai contenti. Cerchiamo di essere contenti noi e di votare Stefano Bonaccini. Vai Stefano». Così Matteo Renzi, al Paladozza di Bologna per tirare la volata al candidato Pd alla presidenza della Regione, precede l’intervento di Bonaccini. Appena arriva in platea, Renzi va ad abbracciare Vasco Errani, il presidente della Regione che si è dimesso dopo una condanna in appello.

Poco prima, una sede del Pd bolognese era stata danneggiata dai manifestanti dei centri sociali che, dopo aver contestato Renzi e il governo nei pressi del Paladozza, avevano fatto un corteo per le vie del centro.
Nella sede in via Galleria è stato rotto un vetro. I manifestanti hanno poi lanciato alcune uova. Bonaccini: «Non ci fanno paura, non ci intimidiscono».

Il candidato governatore esprime poi solidarietà al giornalista Giovanni Tizian del Gruppo L’Espresso: «Potrà contare su di noi. Vogliamo sradicare chi vuole venire qui a fare affari», aggiunge alludendo alle mafie.
Renzi parla dell’amicizia con Bonaccini (appoggiato anche dal reggiano Matteo Riva, in campo per il “Centro con Bonaccini”). «Che bello che ti metti in gioco – esclama il premier –. Cari amici e compagni, ricordate: possono tirarci le uova (ci facciamo le crêpes) oppure i lacrimogeni (ci facciamo le lampade), ma è anche votando Bonaccini che l’Italia riparte, senza fermarci di fronte alle accuse. Non possono fermarci dal cambiare l’Italia. Non ci fare paura. Dalla nostra parte c’è l’Italia delle persone perbene. Sono qui per dire anche grazie a Vasco (Errani, ndr)».

E ancora: «Tocca a noi rimettere in piedi la speranza delle imprese, senza cedere alle paure. Le difficoltà ci sono, è evidente, ma tocca a noi rimettere in piedi la speranza». Poi Renzi parla della prescrizione (caso Eternit) e della «giustizia da rimettere in funzione».

Segue una bordata alla sinistra e ai sindacati: «Non hanno scioperato contro la Fornero e scioperano contro di noi. Noi crediamo nel lavoro, non nei professionisti della burocrazia».

A poche ore dal voto anche il blog di Beppe Grillo lancia «un appello alla mobilitazione» in Emilia Romagna. La sua richiesta accorata è di far «conoscere la candidata M5S Giulia Gibertoni e i candidati emiliano-romagnoli», sempre tramite il web.

L'appello al voto di Grillo («Portate l'onestà al governo dell'Emilia Romagna») batte sul tasto delle elezioni anticipate per le dimissioni del governatore Errani, condannato in appello per la vicenda Terremerse.
E sull'inchiesta della Procura di Bologna sulle spese allegre dei consiglieri regionali, che vede 41 indagati tra gli eletti in viale Aldo Moro (più una collaboratrice del gruppo misto).

«L'unica lista che non presenta indagati o condannati è l'M5S – rivendica il blog di Grillo –. Chi si candida deve sempre essere al

di sopra di ogni sospetto, anche in attesa del giudizio della magistratura». Parole che sembrano valere anche per l'ex capogruppo grillino in regione, Defranceschi, non ricandidato e poi espulso dal movimento proprio per le inchieste a suo carico.


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