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A Reggio arriva il “bancomat” di bitcoin

Il distributore di moneta virtuale è stato installato all’interno di un negozio di abbigliamento per ragazzi

REGGIO EMILIA. Nella nostra città è sbarcata già da qualche mese, in tutto il mondo ha un successo che cresce al pari della diffidenza. Ora, il bitcoin, la moneta virtuale che punta a sostituirsi a quella reale , nella nostra città ha persino un bancomat.

Teatro di questa novità, nei giorni scorsi, è stato il negozio Unity di vicolo Folletto, conosciuto specilamente tra le nuove generazioni per le scarpe e i vestiti dallo stile moderno.

Per l’occasione DJ e buffet hanno attirato curiosi e clienti abituali per fare scoprire qualcosa di più sull’uso di questo nuovo e discusso strumento, provando l’Atm, acquistando bitcoin e caricandoli sul proprio smartphone o iphone.

Si tratta del primo bancomat ad uso commerciale installato in Italia. Gia un altro è stato installato a Roma durante il primo public hearing sui Bitcoin, in collaborazione con l’incubatore per startup della Luiss, e con gli organizzatori dell’evento Cashlessway. Su questo versante, Reggio ha anche un altro primato: da mesi infatti il negozio di birre Wild Hops di via Unione sovietica ha preso ad accettare bitcoin dai propri clienti.

«Sarà possibile per chiunque vedere l’Atm, installato stabilmente nel negozio, si potranno provare le funzionalità e acquistare Bitcoin. Il personale di Unity - dice una nota - sarà a disposizione per fornire maggiori informazioni sull’utilizzo». In effetti, mentre non si placano le polemiche a questa nuova forma di mercato, «cominciano a crescere le attività a Reggio che accettano Bitcoin. Per sapere quali attività commerciali accettano Bitcoin a Reggio Emilia consultare il sito Coinmap.org, in cui è possibile trovare informazioni reali sulla diffusione della moneta di internet, oppure visitate il sito Unitystore.it»

Ma cos’è il bitcoin? È una moneta impalpabile, che può circolare senza la necessità di scambiare materialmente denaro o di possedere un conto in banca. Caratteristiche che hanno decretato il successo dei Bitcoin soprattutto tra i giovani internauti, poco avvezzi ai rapporti con gli istituti bancari e abituati a concludere un'operazione alla velocità di un click. Per potere pagare in Bitcoin bisogna prima di tutto aprire un portafoglio virtuale tramite un computer visto che esistono solo sportelli creati sul web da alcune società specializzate. Per riempire il borsellino bisogna però comprare i Bitcoin. Come? O attraverso dei siti che fanno da mercato di scambio, oppure ricevendo sul proprio portafoglio pagamenti per merci o servizi venduti. Ma chi ha deciso di abbandonare le valute tradizionali deve però compiere un atto di fiducia verso questo nuovo sistema di pagamento virtuale. Dietro, infatti, non c'è nessuno che controlli il corso dei Bitcon e il loro utilizzo: né Bankitalia né altri organi di vigilanza. E non esiste nemmeno un sottostante materiale (come le riserve aurifere per le normali monete) che ne copra almeno in parte il valore.Motivi che fanno temere il rischio "bolla" dopo l'exploit della valuta virtuale segnata negli ultimi mesi. Il suo valore di scambio è soggetto a continue fluttuazioni e speculazioni.

Un anno fa ci volevano 15 dollari per avere 1 bitcoin. Lo scorso settembre ne servivano 100. Adesso un bitcoin vale 850 dollari. Un aumento stratosferico in un anno: troppo volatile per qualsiasi ipotesi di investimento. Ma anche per accostarlo ai normali acquisti di tutti i giorni.

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