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Riciclaggio: il fenomeno è ormai a livelli di guardia

La Dia: l’Emilia Romagna al quarto posto in Italia dietro alle tre regioni del Sud. Sempre più società-schermo per mascherare la titolarità delle imprese

REGGIO EMILIA. Società di comodo, riciclaggio di denaro sporco, traffici illeciti e usura. non scende di livello l'allarme sulle infiltrazioni mafiose in Emilia-Romagna.

La direzione investigativa antimafia ha depositato la sua relazione sul secondo semestre 2013, dalla quale risulta che il fronte emiliano-romagnolo della lotta alla criminalità organizzata è sempre più caldo.

La Cgil inizia a preoccuparsi per la scarsità di personale in servizio alla Dia dell'Emilia Romagna. Franco Zavatti, coordinatore legalità e sicurezza del sindacato, parla infatti di "pesante carenza di risorse e personale addetto. L'intera sezione operativa della Dia emiliana supera di poco la ventina di unità, nonostante l'acutizzazione dei bisogni investigativi post-terremoto" e legati al resto delle attività illecite delle organizzazioni criminali.

"Analisi, tabelle e dati- spiega Zavatti- confermano il consolidarsi degli affari di camorra, 'ndrangheta e cosa nostra nei territori della regione, intrecciando efficaci patti di convivenza e ripartizione dei traffici". Nella nuova relazione, la dia lancia l'allarme ad esempio sulle infiltrazioni mafiose nelle attività svolte "nel settore degli appalti pubblici al nord, principalmente in area Expo e dintorni- ma anche negli interventi di ricostruzione post-sisma in Emilia, con accessi della Dia nei cantieri, in particolare a San Felice, e verifiche sulle imprese e mezzi, in stretto rapporto col gruppo interforze e le prefetture del crater", impegnate nella definizione delle white list per le imprese pulite. Più in generale, da Piacenza a Rimini sono "sempre più strutturate" le attività criminali che vanno "dal riciclo di denaro a investimenti in attività imprenditoriali, dal controllo dei principali traffici illeciti e di contraffazioni ai finanziamenti usurai".

In particolare, in Emilia Romagna si conferma l'attenzione dei clan sul ricco e produttivo tessuto economico. Nella sua relazione sul 2013, la Dia scrive che in Emilia-Romagna "numerose indagini hanno accertato il sempre maggior coinvolgimento di professionisti compiacenti nell'attuazione delle strategie economiche dei sodalizi e la diffusa tendenza a creare schermi societari per dissimulare la reale titolarità delle aziende.

Una particolare e risalente concentrazione di soggetti legati ai clan campani si rileva nelle province di Modena e Bologna. Per quanto riguarda il riciclaggio, la regione si mantiene al quarto posto per numero di segnalazioni raccolte dall'apposito settore informativo della Banca d'Italia. Ovvero, viene subito dopo le tre regioni del sud ad alta infiltrazione criminale. Da questo insieme, circa il 20% sono state assunte e analizzate dalla Dia, perché ritenute maggiormente sospette. L'Emilia Romagna è fra le prime regioni in italia anche per reati contestati legati al riciclaggio e soggetti denunciati (il 25% sono stranieri), ed è la seconda a nord del Lazio per soggetti implicati "nell'impiego di denaro e beni di provenienza illecita".Infine, la Dia spiega che rispetto al fenomeno usuraio, racket ed estorsioni "in Italia centro-meridionale e nella regione Emilia Romagna, pur permanendo un numero cospicuo di episodi, si segnala una leggera flessione del fenomeno.

Secondo la Cgil, indagini e controlli contro le mafie "richiedono crescenti risorse specializzate anche in Emilia-romagna perché questo fronte condiziona e inquina sempre più imprese, settori produttivi e professionali e modalità di lavoro sempre più degeneri".

Uuna situazione che, tra l'altro, vede espandersi "i già pesanti fenomeni legati ai cosiddetti reati spia- afferma Zavatti- fatti di minacce, incendi intimidatori, corruzione e tipologie di lavoro sempre più irregolare, destrutturato e oggetto di ricatto".

Quanto a roghi dolosi, il fenomeno

è ben noto a Reggio e provincia. Che si tratti di incendi a scopo intimidatorio, vendette o altro, il legame con fatti di criminalità organizzata è molto più di un sospetto, anche se le indagini sono spesso complicate dalla stessa reticenza delle vittime.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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