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In bici contromano? Il parlamento dice no, ma a Reggio si può

Il parlamentare reggiano Paolo Gandolfi non demorde: «In Europa funziona già così, la norma funziona»

REGGIO EMILIA. Il parlamentare reggiano del Pd Paolo Gandolfi che sta riscrivendo insieme ad altri colleghi parlamentari il nuovo Codice della Strada, non si arrende di fronte alla bocciatura dell’aula. Nei giorni scorsi a Camera ha infatti bocciato la norma che prevede la possibilità per le biciclette di viaggiare contromano nelle strade cittadine.

Un’idea che Reggio ha sperimentato tra le prime città in Italia, una decina d’anni fa: la prima giunta Delrio si era appena insediata e il neosindaco scelse come assessore alla mobilità il “tecnico” Alberto Santel. Che in poche settimane andò - come mai era accaduto nella storia di Reggio - in rotta di collisione con la città, costringendo Delrio a dare il benservito al tecnico venuto da Genova.

Troppo radicale nella sua guerra alle auto in centro e troppo innovativo - si pensò allora - nel rimettere al centro della mobilità cittadina il mezzo meno inquinante che c’è, la bicicletta, appunto: nella sua filosofia, il ciclista doveva essere il re della città, da qui la decisione di consentire alle due ruote a trazione umana il transito su tutte le strade, anche in senso vietato. Ma la sua guerra alle auto alla fine gli costò il posto: Santel fece fagotto e nessuno a Reggio lo rimpiange.

Così come però nessuno si è più lamentato di quelle bici contromano. Anzi, la misura è stata poi estesa anche in altre vie dal suo successore Paolo Gandolfi, lo stesso che oggi - nelle vesti di deputato del Pd - è relatore alla Camera del progetto di riforma del nuovo Codice della Strada. Un Codice in cui i sindaci di molte città chiedono che venga inserita questa possibilità. Andare contromano sulle due ruote è già permesso in Germania, Francia, Belgio, Svizzera, Spagna, Ungheria e nei paesi del Nord Europa: anche in Italia sembrava cosa fatta almeno fino alla settimana scorsa, quando la proposta è stata bocciata da un emendamento presentato da Scelta Civica e accolto dalla commissione Trasporti della Camera. I sindaci di alcune importanti

città, all’indomani di questa bocciatura, hanno scritto al ministro Lupi. E lo stesso Gandolfi non demorde: «Penso che il voto dei colleghi sia stato dettato più da una sensazione che non da una valutazione oggettiva basata su dati reali, che ci dicono che la misura è utile. Sono fiducioso».

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