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Chiesto il rinvio a giudizio per Tiziano Motti

E' accusato di truffa ai danni dello Stato insieme alla moglie: avrebbero indebitamente percepito contributi per 700mila euro

REGGIO EMILIA. Richiesta di rinvio a giudizio per l’ex europarlamentare dell’Udc, Tiziano Motti. La procura della Repubblica con il sostituto procuratore Stefania Pigozzi ha ufficialmente chiuso le indagini per truffa ai danni dello Stato e riguardano oltre l’ex politico e neo rocker – ha recentemente pubblicato un album tutto suo – la moglie e stretta collaboratrice Stefania Bigliardi e tre giornalisti della cooperativa editoriale “Nuova stampa”: Alessandro Bettelli, Pierpaolo Zucchetti e Roberto Rozzi. La richiesta di rinvio a giudizio è stata formulata anche per la figura giuridica della cooperativa stessa, la “Nuova stampa”.

L’INCHIESTA. Sotto la lente degli investigatori sono finiti i contributi pubblici per l’editoria. Indebitamente incassati – è quanto sostiene ora la procura – dalla cooperativa di Motti. Si parla di una somma sostanziosa: 446mila euro nel 2010 e altri 298mila euro nell’anno successivo. Tutti finiti direttamente sui conti correnti della cooperativa. Ma a quel contributo la stessa non avrebbe avuto diritto.

Si tratta del periodo in cui la “Nuova stampa” – di cui Motti è amministratore unico – acquisisce “La notizia”, bisettimanale di Bari registrato (come impone la legge) nel tribunale dello capoluogo pugliese. Una testata, per altro, in procinto di chiudere. Ma la cooperativa di Motti, ne consegue, inizia a percepirne i relativi contributi statali.

All’epoca, “Il giornale di Reggio” – la moglie di Motti è l’amministratore unico del “Giornale di Reggio srl” – è ancora un quotidiano che esce tutti i giorni. Tranne, a partire da quel momento, il sabato. Per un giorno la settimana, infatti, lascia spazio a “Il giornale-La notizia” della “Nuova Stampa”, a cui appunto sono legati i contributi statali di cui sopra. Per un certo periodo, la testata risulta registrata ancora a Bari nonostante esca a Reggio e nonostante la sede pugliese chiuda.

Non si può fare. E per questo che è scattata la contestazione della procura. Risulta, invece, caduta l’accusa di stampa clandestina che nella prima fase delle indagini era stata ipotizzata. Come primo provvedimento, a giugno era scattato il sequestro preventivo di 300mila euro dai conti della cooperarativa. Mentre a Tiziano Motti e alla moglie manager erano stati sequestrati altri 65mila euro.

LA DIFESA. Nei confronti di tale provvedimento il difensore della coppia, l’avvocato Liborio Cataliotti, aveva immediatamente provveduto a presentare ricorso in Cassazione per il dissequestro. Provvedimento che ancora attende una sentenza da parte della Cassazione. E’ dal maggio del 2012 che “Il giornale di Reggio”, come quotidiano, non esce più. Al suo posto, è stato fatto mandare avanti il bisettimanale e un sito di news, con una diminuzione dell’organico.

Da quello che trapela proprio in questi giorni, si sta andando verso una ulteriore riduzione di giornalisti e addetti, attraverso licenziamenti e mancati rinnovi di contratti a termine. Ancora non è chiaro se il giornale continuerà ad uscire. Rumors parlano di una sua possibile trasformazione in un periodico dedicato allo sport, a partire dal prossimo mese di settembre.

A questo punto, non resta che attendere. Non solo di vedere se e come proseguiranno le iniziative editoriali di Motti e la moglie. Ma anche e soprattutto la fissazione dell’udienza in cui il giudice

per le udienze preliminari dovrà decidere sulla richiesta di rinvio a giudizio per Motti, la moglie e gli altri tre imputati. E’ questo che stanno attendendo i difensori (con Cataliotti c’è l’avvocato Nicola Pisano di Roma; per Rozzi Domenico Noris Bucchi).

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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