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Il centro MaMiMò compie dieci anni

Intervista al presidente Maurizio Corradini dalle origini di quest’avventura e ai futuri obiettivi: «Siamo cresciuti e la città con noi». Il 9 luglio è in programma una grande festa nella sede del teatro Piccolo Orologio in via Massenet

REGGIO

Anniversari e compleanni sono importanti. Servono per ricordare da dove si è partiti. E quando di strada se n’è fatta tanta, destreggiandosi magari tra varie difficoltà, festeggiare è ancora più bello. Ne sa qualcosa Maurizio Corradini, presidente del centro teatrale MaMiMò che quest’anno compie dieci anni.

Ma qual è la storia del MaMiMò?

«Il MaMiMò è stato fondato da tre amici che, usciti dal liceo Spallanzani, avevano deciso di avventurarsi, un po’ per gioco, nel mondo del teatro. Rimasti presto in due, Marco Maccieri e Giovanni Rossi decisero di trasformare la passione in professione. Appena diplomati all’accademia Paolo Grassi di Milano tornarono a Reggio e continuarono a impegnarsi in questo centro teatrale che, pian piano, ha attirato intorno a sé tanti altri».

Cosa significa fare teatro a Reggio?

«Se il MaMiMò è arrivato ad essere quello che è, è perché si è sempre basato su un’ottica di scambio e confronto. Noi abbiamo portato i frutti del nostro lavoro e del nostro studio a Reggio, e Reggio ci ha restituito ispirazione, spunti, energie. Grazie a questo scambio il gruppetto di amici di un tempo si è allargato, ha acquisito competenze, ha continuato a formarsi e migliorarsi fino ad arrivare a presentare non solo spettacoli di repertorio, ma anche di produzione propria. Il drammaturgo Emanuele Aldrovandi, che ora lavora con noi, ha scoperto la sua passione per la scrittura frequentando i nostri corsi».

Il MaMiMò non è solo teatro, ma anche scuola...

«La scuola rappresenta la sintesi della nostra vita e della nostra avventura: dalla scuola sono partite persone che adesso sono colleghi. In dieci anni abbiamo avviato alla carriera professionale ben 25 figure tra attori, registi, drammaturghi (come Aldrovandi) e organizzatori teatrali».

Il numero di iscritti alla scuola è cresciuto?

«Gli allievi di quest’anno erano più di 250. E le scuole con cui abbiamo collaborato una quarantina. Sono i numeri più alti degli ultimi anni. E il bello è che siamo in espansione anche fuori dai confini provinciali: stiamo esportando il “modello Reggio” anche a Parma e a Cernusco sul Naviglio (Milano), con ottimi risultati. Lavorare puntando su coinvolgimento e partecipazione paga».

In effetti la rassegna Metamorfosi, durante la quale sono stati messi in scena gli spettacoli dei corsi di teatro di quest’anno, ha sempre fatto il tutto esaurito...

«Abbiamo fatto trentaquattro serate e abbiamo avuto in sala, complessivamente, circa 3000 persone. E durante la stagione teatrale abbiamo avuto il 70% di occupazione di sala. É una bella soddisfazione: significa che la popolazione ci segue, ci guarda con interesse. Questo si traduce, però, in una grossa responsabilità: abbiamo il dovere di migliorarci sempre, di confrontarci con il pubblico e di saper affrontare le critiche».

In questi dieci anni è cambiato qualcosa nel panorama culturale della città?

«Penso che il MaMiMò abbia svolto un ruolo molto importante per la formazione del cosiddetto nuovo pubblico. Chi viene a vedere i nostri spettacoli e frequenta i nostri corsi va anche in altri teatri della provincia, visita le mostre, è appassionato di concerti. Il nostro lavoro sul territorio ha senza dubbio aiutato le altre istituzioni cittadine. Se gli enti culturali lavorano a sistema si fanno del bene reciprocamente. Noi in questi anni abbiamo cercato di farlo e, anche se non è affatto semplice, continueremo a farlo. Ultimamente, però, ho l’impressione che ci sia più confronto tra enti e istituzioni: solo collaborando e facendo rete si può riuscire a portare la gente fuori casa, a salvarla dalla televisione».

Come festeggerete i dieci anni del MaMiMò?

«Il 9 luglio ci sarà una grande festa al teatro Piccolo Orologio: dopo la cena andrà in scena “Eppure sembra un uomo”, uno spettacolo di Aldrovandi. E fino alla fine dell’anno saremo presenti in tante iniziative a fianco di tutti gli enti che hanno collaborato con noi in questi anni. Il 26 agosto, inoltre, debutteremo al Festival internazionale

Castel dei Mondi di Andria con “Homicide house”, il testo con cui Emanuele Aldrovandi, lo scorso dicembre, ha vinto il prestigioso premio under 30 Riccione – Tondelli. Con lo stesso spettacolo saremo presenti a dicembre all’Asioli di Correggio, in occasione delle giornate tondelliane».

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