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CIBO & POLITICA

Cappelletti sì, ma partigiani

Massenzatico, in 200 sono riusciti a servirsi. E a cena, pastasciutta antifascista

REGGIO. Migliaia di cappelletti per festeggiare la Liberazione. Buona partecipazione di pubblico ieri a Massenzatico alla festa della Liberazione promossa dai circoli Arci La Paradisa e Cucine del Popolo, con al centro il pranzo con i cappelletti antifascisti e la testimonianza di uno dei più importanti partigiani reggiani, Fernando "Toni" Cavazzini.

Quella di ieri è stata la seconda edizione dell'evento “resistenziale” per le Cucine del Popolo. La manifestazione è iniziata in tarda mattinata con l'apertura dei banchetti di libri, dello spazio bimbi e dei vari stand di espositori nel giardino all'esterno della struttura di Massenzatico. Alle 13, trasferimento in massa per oltre duecento commensali al teatro Artigiano, a poche decine di metri di distanza, per un pranzo strettamente tradizionale, con al centro i "cappelletti antifascisti", preparati nei giorni scorsi dalle cuoche della zona di Massenzatico.

Per restare in tema, come secondo sono stati serviti bolliti misti con salse di verdura. Chi non è riuscito ad entrare al teatro per i cappelletti ha potuto consolarsi con diversi piatti vegani. Ad aprire il pomeriggio la testimonianza del 90enne Fernando Cavazzini, nome di battaglia “Toni”, che ha raccontato della sua esperienza prima e durante la guerra, concentrandosi prima sui moti delle Officine Reggiane, dove lavorarava sino al 1943, e poi sugli anni passati in montagna, dove ha guidato la squadra di sabotatori Demonio, una delle più celebri formazioni partigiane attive in Appennino

. A seguire, un dibattito sul tema "L'antifascismo in esilio" con gli interventi di Mirco Carrattieri di Istoreco, Franco Schirone, Andrea Panaccione e Alessandro Incerti. La conclusione è stata

affidata alla musica, con una serie di concerti e di dj set ad anticipare l'esibizione de La Kattiveria, il più conosciuto dei gruppi hip hop locali, prima del gran finale sempre all'insegna della gastronomia, con la pastasciuttata del partigiano per tutti i presenti.

Adriano Arati

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