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Il padrone va in casa protetta, l’associazione pensa al micio

“I gatti di Gattatico” trovano una nuova casa a Pulce e lanciano un appello «Se davvero non possono portarli con loro, non abbandoniamo gli animali»

GATTATICO (REGGIO EMILIA)

Per un anziano solo, dover lasciare il proprio animale da compagnia per trasferirsi alla casa di riposo può essere un trauma ancora più forte di quello di rinunciare alla propria casa. Così è stato per una nonna di Sant’Ilario, disperata al pensiero che il suo micio di 10 anni dovesse finire al gattile. Ma grazie all’intervento dell’associazione “I gatti di Gattatico”, Pulce ha trovato una nuova “mamma”. «E’ un problema a cui non si dovrebbe restare indifferenti – spiega Mara dell’associazione – Forse è troppo presto per pensare a case protette che siano in grado di ospitare anche gli amici animali, ma sarebbe ora che la comunità si facesse carico di questo impegno: trovare una nuova casa al cane o al gatto rimasto solo».

Certo, è quello che Mara e le altre volontarie hanno fatto. Quando l’anziana di Sant’Ilario ha chiesto aiuto, loro hanno risposto cercando qualcuno che avesse voglia di adottare un gatto adulto come Pulce, del tutto abituato a vivere in appartamento e che mal si sarebbe adattato al gattile. Cerca e ricerca, alla fine la persona giusta l’hanno trovata. Si chiama Ave ed è un’altra anziana che abita a Praticello, che ha aperto la propria casa a Pulce proprio negli stessi giorni in cui l’altra anziana entrava alla casa protetta.

«L’ho preso volentieri, perché a febbraio è morta la mia micia Sophie che aveva 25 anni. Così ci faremo compagnia – spiega Ave – E’ con me da qualche giorno e si sta ambientando. Mi viene già vicino a cercare coccole e crocchette». Dalla casa di riposo, la prima proprietaria di Pulce ha chiamato già un paio di volte, per essere sicura che il suo amico stesse bene.

«Questa storia ha un lieto fine grazie alla generosità di Ave – sottolinea Mara

– Ma ci deve far riflettere su un duplice problema sottovalutato: quello degli anziani che si devono separare dai loro animali che spesso sono stati per loro l’unico sollievo alla solitudine, dall’altra quello degli animali che improvvisamente perdono chi li accudiva». L’appello è lanciato.

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