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Un luzzarese ritrova le antiche anfore

Il maggiore Samuele Sighinolfi protagonista di un’inchiesta che ha portato alla scoperta di una nave con preziosi reperti romani affondata nel mare di Alassio

LUZZARA

E’ il ritrovamento archeologico più importante degli ultimi decenni in Liguria: una nave romana del II secolo a.C. lunga una cinquantina di metri che si trova di fronte a Imperia, a un miglio e mezzo dalla costa e a 50 metri di profondità. Incalcolabile il valore storico, ancora da quantificare quello economico: dipenderà dai reperti che potranno essere recuperati. A questa nave, al suo ritrovamento e soprattutto al suo “salvataggio” dalle mani dei trafugatori, che già erano riusciti a fare man bassa di anfore e oggetti prelevati dal relitto, di cui nessuno aveva mai saputo l’esistenza, è legato, indissolubilmente, il nome di un luzzarese, Samuele Sighinolfi, maggiore dei carabinieri, alla guida della compagnia di Alassio (Savona).

Di questi giorni è la diffusione dei dettagli di un’operazione condotta dai carabinieri di Alassio e denominata “Nemo 2” che ha consentito di individuare e sottoporre a indagini ben 28 persone, tra Savona e Imperia, più un arrestato, tra trafugatori e persone trovate in possesso dei preziosi reperti prelevati illegalmente dal relitto. Dal 2008 la nave veniva depredata di continuo e i preziosi oggetti sono stati disseminati un po’ in tutta Italia. Un’anfora è stata trovata a Busto Arsizio, un altro reperto è stato trovato in possesso pure dell’ex ministro Claudio Scajola, che però ha saputo fornire precisi documenti e spiegazioni. Un tipo di anfore che, nei relitti romani presenti in Liguria, non era mai stato trovato.

È stato proprio questo a mettere sulla strada giusta i carabinieri, che già stavano lavorando su un altro clamoroso caso di predoni di reperti archeologici su un relitto al largo di Albenga. I tombaroli del mare, trovati con queste “nuove” anfore, avevano cartine nautiche che indicavano la presenza di una nave romana di cui nessuno aveva mai saputo niente finora.

Così, cartine alla mano, i carabinieri guidati da Sighinolfi hanno deciso di andare a vedere con i loro occhi. E, meraviglia, si sono trovati davanti alla scoperta sensazionale.

«Questa operazione – ha spiegato lo stesso Sighinolfi – è la prosecuzione di “Nemo” che aveva già portato all’arresto di un trafugatore di reperti archeologici a Ceriale. Successivamente sono stati individuati altri “tombaroli del mare” a Imperia e, grazie alle conseguenti perquisizioni, siamo riusciti a recuperare numerosissimi reperti archeologici: una grossa quantità di anfore, ma anche oggetti più rari, da un vaso greco a un anello romano con sigillo imperiale, solo per fare qualche esempio. Durante queste perquisizioni, però, abbiamo rinvenuto delle carte nautiche con dei punti nave indicati come “relitto storico”, ma non ci risultava che lì vi fossero navi affondate. Per cui, considerando che tra le anfore ritrovate vi sono pezzi che non è possibile attribuire a nessun relitto conosciuto in Liguria, abbiamo deciso di esplorare le profondità con il supporto del Centro carabinieri subacquei, per verificare cosa ci fosse. La sorpresa è stata quella di imbatterci in un nuovo relitto di nave oneraria romana del II sec. a.C. Una scoperta definita importantissima dai funzionari della Sovrintendenza. Questo relitto si aggiunge ai quattro già conosciuti in Liguria, e darà un contributo alla storia e alla ricostruzione dei traffici nel nostro mare».

Al lavoro per questa importante operazione con i militari guidati dal luzzarese Sighinolfi anche il capitano Salvatore Lutzu del nucleo carabinieri Tutela patrimonio artistico e il Centro carabinieri subacquei, guidati dal tenente colonnello Francesco Schilardi.

Il maggiore Sighinolfi ha 36 anni, è sposato con Elena Melli e ha due figli. La sua è una lunga carriera iniziata a 19 anni all’Accademia di Modena. In possesso di due lauree, Sighinolfi aveva partecipato all’operazione Primavera contro il contrabbando, e nel 2000, alla missione in Bosnia. A gennaio del 2011 è partito per una missione in Afghanistan, nell’ambito dell’EuPol, come Head of the city police and justice programme e otto mesi dopo il rientro ad Alassio.

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