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Dieci anni di palcoscenico festa per il teatro dell’Orsa

La compagnia reggiana è composta da Monica Morini e Bernardino Bonzani per l’anniversario gli attori propongono una riduzione dell’Opera da tre soldi

REGGIO. Un teatro vivo, che riesce a scorrere nelle vene, è quello proposto da Monica Morini e da Bernardino Bonzani, ovvero dalla compagnia reggiana Teatro dell’Orsa che quest’anno compie dieci anni.

Il duo riesce a confezionare spettacoli anche in luoghi non deputati per la recitazione teatrale preferendo - quando la proposta non è indirizzata al pubblico dei più giovani - argomenti non di fantasia ma a sfondo storico. In questa maniera la compagnia tende a realizzare affreschi significativi di vita quotidiana.

Un impegno verso il “teatro civile” che la compagnia porta avanti con determinazione e coerenza trattando anche di personaggi importanti, storici e complessi come Nilde Iotti o Giovanni Falcone. Da qui il successo ottenuto in questi anni, dai tempi di “Cuori di terra” dedicato ai Fratelli Cervi, proposto fino ad oggi ducento volte in giro per l’Italia.

«E’ del 2003 quello spettacolo - spiega Monica Morini - che tra l’altro ha anche vinto il premio Ustica. Esso affonda le radici nella memoria storia del territorio in cui noi siamo potuti entrare attraverso la preziosa testimonianza di Maria Cervi. Questa pièce, che si avvaleva della musica dal vivo, è stata per noi come un modello sul quale in questi anni abbiamo poi realizzato “Ballata operaia”, un spettacolo sulla violenza alle donne. Ricordo anche “Pane e rose” in collaborazione con l’Anpi che porta in scena la protesta appassionata di mille donne che nel 1941 si presentarono nel municipio Cadelbosco Sopra, al grido di pane e pace. E si vede che era destino: perché dieci anni dopo abbiamo dato vita a “Cuori di terra’”. Questo spettacolo ha ricevuto il premio del pubblico al festival della Resistenza organizzato al Museo Cervi. Da allora siamo rimasti legati ai nostri temi, ma abbiamo cambiato il nostro modo di esprimerci, riusciamo ad usare anche toni lirici e l’ironia: infatti al termine di “Pane e rose” ci sono stati degli spettatori che hanno pianto, ma anche quelli che hanno riso. Ci gratificano queste reazioni degli spettatori». Un compleanno, questo dei dieci anni, che la compagnia festeggia lavorando in mezzo alla natura. Lo fa con l’iniziativa ”Teatri di Paglia” presso l’azienda agricola il Bosco del Fracasso dove viene presentato

uno spaccato della sua attività decennale, compresa la formazione degli attori, attraverso una riduzione dell’Opera da tre soldi di Bertolt Brecht dal titolo “Vita da tre soldi”. Da vedere lo spazio ricavato interamente con le balle di fieno: è di una suggestione unica.

Giulia Bassi

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