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Via libera alla fusione: nasce il Banco Emiliano

Approvato domenica in due assemblee in contemporanea il progetto di aggregazione tra Banca Reggiana e Banca di Cavola e Sassuolo: 41 sportelli e 17mila soci

REGGIO EMILIA

Via libera al progetto di integrazione tra Banca Reggiana e Banca di Cavola e Sassuolo, le due più importanti Banche di Credito Cooperativo della nostra provincia.

La decisione è scaturita dalle assemblee straordinarie dei soci dei due istituti di Credito Cooperativo, tenutesi domenica 26 maggio 2013 in contemporanea a Gualtieri e al Cavolaforum di Cavola di Toano.

«Nel prossimo autunno - hanno spiegato in assemblea i presidenti di Banca di Cavola e Sassuolo e Banca Reggiana, Andrea Margini e Giuseppe Alai - l'integrazione sarà operativa a tutti gli effetti, e sui 41 sportelli dei nostri istituti (29 nel reggiano, 5 nel modenese, 5 nel parmense e 2 nel mantovano) campeggerà l'insegna del nuovo istituto di Credito Cooperativo: "Banco Emiliano", un nome che con immediatezza vuole sottolineare il forte legame con il territorio e le comunità locali, come del resto è attestato da una base sociale che inizialmente si attesterà a quasi 17.000 soci».

Poi i due presidenti hanno entrambi cercato in qualche modo di smorzare le polemiche che hanno preceduto l’annuncio della fusione. «Il progetto di unificazione - sottolineano Alai e Margini - è nato dalla volontà di rendere ancora più incisivo il nostro ruolo di banche cooperative, rilanciando nei nostri territori la presenza di un istituto veramente locale e legato alle comunità, alle famiglie, alle imprese e alle realtà istituzionali presenti nei 32 comuni (e tra questi tre capoluoghi: Reggio Emilia, Parma e Modena) in cui siamo operativi e negli oltre 90 rientranti nella nostra area di competenza».

"Banco Emiliano-Credito Cooperativo"" partirà con una raccolta superiore agli 1,7 miliardi, impieghi per quasi 1,2 miliardi, un patrimonio di vigilanza superiore ai 140 milioni e un capitale sociale prossimo ai 38 milioni.

«Cifre - hanno spiegato Alai e Margini - che rappresentano il frutto di una crescita continua dei due istituti, oggi proiettati verso un deciso rafforzamento della loro azione a beneficio dello sviluppo economico e sociale locale».

Prima di affrontare il tema della fusione, a Gualtieri l’assemblea di Baca Reggiana ha approvato il bilancio:"Il 2012 - ha detto il presidente di Banca Reggiana, Giuseppe Alai - ha registrato un inasprimento delle difficoltà economiche in capo alle imprese e alle famiglie, la cui capacità di risparmio è sensibilmente diminuita, in una stretta relazione con la ricerca di ulteriori ricerche di garanzie sul risparmio e sul suo immediato smobilizzo in caso di necessità". Emblematica, al proposito, la crescita dei depositi di conto corrente, che hanno registrato una crescita del 12,58%, mentre hanno perso appeal altre componenti della raccolta (azioni, titoli di Stato, prestiti obbligazionari) che non sono immediatamente smobilizzabili in caso di necessità. Le perduranti difficoltà del tessuto economico - ha proseguito Alai - hanno orientato le scelte di Banca Reggiana a proposito di impieghi: così come nel 2011 erano state particolarmente

sostenute le imprese in carenza di liquidità, nel 2012 abbiamo investito di più, anche per le famiglie, per rispondere a quella domanda di credito di medio e lungo periodo finalizzata alla ripresa, tanto che l'incidenza dei mutui è passata dal 70,04 al 71,12% sul totale del credito erogato».

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