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Un comitato contro la fusione

Nasce a Toano “Scelga la gente” che afferma: «Prima di unirci a Villa va coinvolta la popolazione»

TOANO. Non sarà un percorso facile quello verso la fusione dei Comuni di Villa Minozzo e Toano. Il primo avversario del procedimento è il gruppo “Scelga la gente”, costituitosi nei giorni scorsi in particolare a Toano, che ha predisposto un documento che viene distribuito pubblicamente sia nel toanese che a Villa Minozzo.

«Abbiamo costituito il gruppo “Scelga la Gente” al fine di valutare i pro e i contro della fusione – spiegano i promotori – Il gruppo è l’espressione di gente comune, che non riesce a capire perché una decisione di così grande importanza per il nostro territorio sia stata presa, in modo affrettato e disponendo di dati inesatti, da una parte del Consiglio comunale (a fine mandato), senza il coinvolgimento della popolazione. Riteniamo che 152 anni di storia del nostro comune non possano essere liquidati così».

Quelle che sottolineano i promotori dell’iniziativa sono «le sostanziali differenze» tra i due Comuni interessati dal progetto di fusione: «Le strade comunali di Villa Minozzo sono più estese delle strade comunali di Toano di oltre una volta e mezzo: Toano km 108; Villa Minozzo km 170, con relativi costi di asfaltatura, spalatura neve, ecc. Il territorio di Villa Minozzo è 2,5 volte più esteso del territorio di Toano; l’estensione delle aree artigianali di Toano è di 566.800 mq a fronte dei 135.000 mq di Villa Minozzo (4,2 volte di meno); il numero di aziende agricole presenti nel comune di Toano è 110, a fronte delle 65 di Villa Minozzo (quasi la metà), mentre le industrie sono 9 a Toano, a Villa Minozzo 0».

Conclude il gruppo: «L’indebitamento pro capite è per cittadini di Toano di 1.182 euro, per i cittadini di Villa Minozzo di 2.130 euro. Di conseguenza il debito pro/capite per i cittadini di Toano passerebbe da 1.182 a 1.620 euro. Per quanto riguarda invece i contributi regionali/statali che deriverebbero dalla fusione, per ora l’unica cifra certa pare essere il contributo regionale che consisterà mediamente in 250mila euro annuali; ancora non certi invece i contributi statali. In ogni caso siamo ben distanti dal milione di euro ipotizzato nel primo consiglio comunale. Con la fusione si avrebbero maggiori costi della politica per 14.787 euro all’anno in base alle leggi vigenti, e non un risparmio di 35mila - 40 mila euro. Nello studio non sono evidenziate le ricadute negative che una fusione può comportare sui servizi ai cittadini e sulla perdita di posti di lavoro in Montagna; per esempio rimarrà un’unica caserma dei carabinieri, un’unica direzione

scolastica con ridimensionamento del personale docente e non docente e riduzione della presenza delle scuole sul territorio, unica sede legale del comune, ecc».

Il gruppo ha anche aperto una pagina internet all’indirizzo https://sites.google.com/site/scelgalagente. (l.t.)

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