Menu

Frane, l’ira dei sindaci: mancano i soldi

Appennino ancora in piena emergenza: «Dalla Regione stanziati fondi insufficienti e in autunno sarà un altro dramma»

CARPINETI. «I fondi assegnati dal Governo finora sono inadeguati: l’emergenza legata alle frane è ancora nel pieno, l’Appennino è ancora in forte sofferenza».

E’ unanime il coro dei Comuni più colpiti dai movimenti franosi seguiti all’ondata di maltempo dei mesi scorsi, anche dopo lo stanziamento di 14 milioni per tutta la regione arrivato dal Governo, e già giudicato insufficiente anche dalla presidente della Provincia Sonia Masini. Uno stanziamento a cui dovrebbero seguirne altri, anche secondo il ministro Graziano Delrio, ma in assenza di certezze l’inquietudine in montagna resta alta.

Spiega ad esempio il Sindaco di Carpineti, Nilde Montemerli: «Non possiamo certo stare allegri: auspico fortemente che arrivino altri fondi perché così è troppo poco, non ce la possiamo fare, non rispondono alle esigenze che sono reali e concrete, e che stanno mettendo in sofferenza anche molte attività economiche della montagna, in particolare agricole: ci sono aziende che per spostarsi, per trasportare il latte ad esempio, sono costrette a compiere molti chilometri in più a causa delle strade ancora chiuse. Da Velluciana ad esempio per arrivare a Carpineti attualmente bisogna passare da Felina».

Una sofferenza che si traduce in ovvi danni economici.

«Questa mattina – prosegue la Montemerli – mi è arrivato un esposto di un bed & breakfast in zona Frascanera, una delle frane più ingenti che si sono verificate sul nostro territorio, perché non siamo ancora intervenuti, ma non sappiamo davvero come fare. Tutti i punti in cui era possibile intervenire con il nostro personale interno, una squadra che lavora davvero molto bene, sono stati effettuati, ma questa frana è talmente grande che non abbiamo potuto neanche quantificare i lavori necessari, e quindi non rientra nel milione e 700 mila euro che abbiamo calcolato sul nostro territorio. Ci sono state in totale circa 150 frane, e non parlo di piccoli smottamenti».

Ci sono ancora persone che restano ospitate in immobili comunali, ed altre che pur rientrate stanno procedendo alle verifiche di stabilità delle loro abitazioni. Conclude la Montemerli: «I dati portati nei giorni scorsi anche dal Servizio tecnico di bacino mostrano inequivocabilmente che quella di Reggio è stata la provincia più colpita e danneggiata: ho posto in Conferenza dei sindaci il tema sulla ripartizione dei fondi, che questa volta deve essere equa e in linea con questa realtà».

Un altro Comune colpito duramente dalle frane e smottamenti degli ultimi mesi è stato Toano. Ed anche in questo caso il Sindaco, Michele Lombardi, esprime grande preoccupazione per il quadro attuale e soprattutto in vista dei prossimi mesi. «Lo stanziamento di 14 milioni di euro complessivi per la nostra regione, se rimarrà l’unico, ci pone in una situazione che definirei “grigia”. Attualmente sul nostro territorio resta chiusa la strada che porta alla località Riva di Cavola, con i movimenti franosi che arrivano vicini alle case e ci preoccupa fortemente. Nella scala delle priorità che ci è stato chiesto di stilare, l’abbiamo messa al primo posto. Poi a seguire c’è la situazione della località Borella di Cerredolo, dove la strada non è chiusa ma il movimento franoso ha fatto crollare un garage e lambisce una abitazione. Il rischio maggiore è che in caso di ulteriori piogge si debba chiudere la strada, e qui vivono circa 40 persone che non hanno altre vie di accesso».

«Abbiamo diverse altre strade – prosegue Lombardi – che abbiamo riaperto con interventi di minima, ma tra queste, almeno sei o sette situazioni se rimanessero senza interventi più cospicui fino al prossimo autunno, sono destinate a cedere. Il fatto è che i nostri bilanci sono all’osso: quest’anno per spalatura neve e salatura strade abbiamo speso 220 mila euro che sono il record di sempre, e che vanno aggiunti a 190 mila euro di minori trasferimenti dallo Stato. Andremo purtroppo ad innalzare alcune tasse, ma non possiamo far fronte ai 300 mila euro di danni della sola viabilità, mentre per la messa in sicurezza delle frane principali occorrerebbero almeno 3 milioni».

Anche il Comune di Baiso, storicamente afflitto da alcune tra le maggiori frane censite in regione, ha subito danni molto ingenti ed anche in questo caso le considerazioni del sindaco Alberto Ovi non sono certamente ottimistiche: «Per noi l’emergenza frane è ancora nel pieno: abbiamo due strade ancora chiuse, quella che porta a Cà dell’Esposto, dove vive una persona anziana, e quella che porta a Guilgua, dove l’interruzione non è molto distante dalle case, e che la Regione ha già contrassegnato come intervento di somma urgenza. Ma abbiamo anche una casa a Carano minacciata da un movimento consistente. Nel complesso

per il territorio baisano i danni, comunque sottostimati, si aggirano sul milione e 300 mila euro. Capisco la situazione generale del nostro Paese, ma un finanziamento dal governo pari a meno di un decimo dei 160 milioni di euro stimati in regione, è davvero insufficiente». (l.t.)

TrovaRistorante

a Reggio Emilia Tutti i ristoranti »

Il mio libro

NARRATIVA, POESIA, FUMETTI, SAGGISTICA

Pubblica il tuo libro