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Perforazioni per gli idrocarburi arriva il “No” anche dalla Bassa

Alla serata sono intervenuti numerosi amministratori locali ed esperti di geologia e di biologia «Non è certa la connessione con i terremoti» ma secondo il piano energetico sono praticamente inutili

GUALTIERI

Anche i Comuni della Bassa si oppongono all’eventualità che le trivelle arrivino a invadere le nostre zone alla ricerca di idrocarburi. E’ stata chiara la presa di posizione dei sindaci nel corso della serata che si è svolta lunedì nella Sala dei Falegnami di Palazzo Bentivoglio, gremita da oltre cento persone per l’occasione, che di fatto hanno teso la mano alle perplessità sollevate nel corso degli ultimi mesi dai comitati “No Triv”, che hanno levato gli scudi dopo che gli anglo-irlandesi della San Leon Energy hanno avviato le procedure per richiedere una valutazione d’impatto ambientale (Via) per una serie di sondaggi alla ricerca di metano e gas naturale nei territori delle Unioni dei Comuni Bassa Reggiana e Terre di Mezzo.

L’appoggio delle istituzioni si è concretizzato soprattutto attraverso una lettera che i primi cittadini dei vari Comuni – insieme all’assessore provinciale all’Ambiente Mirko Tutino, presente alla serata – hanno inviato in Regione per chiedere un incontro agli assessori competenti in materia. In sostanza, i sindaci ritengono che il nostro territorio sia stato già troppo martoriato dalle scosse di terremoto della scorsa primavera e che non sia il caso di avviare procedure troppo invasive. E’ anche vero, però, che l’opinione dei sindaci non è strettamente vincolante sulla prosecuzione dell’iter ed è per questo che hanno chiesto l’appoggio della Regione: come ha ricordato anche Gianfranco Aldrovandi dei No Triv, infatti, le proprietà delle risorse del sottosuolo è dello Stato, in quanto rientrano nei beni comuni di interesse nazionale.

La serata ha avuto come ospiti importanti relatori esperti sul tema – sulla stessa linea degli esponenti “No Triv” - che si sono rivolti ai presenti attraverso l’utilizzo di grafici e slide che hanno descritto minuziosamente lo stato del sottosuolo. Nello specifico, il docente di biologia, fondamenti di diritto ambientale e bioetica all’università di Padova ha fatto il punto sullo stato delle energie in Italia, sottolineando quanto sia impensabile ritenere che queste energie possano continuare a essere sfruttate come se fossero inesauribili e portando in evidenza il rischio che il nostro Paese correrebbe se davvero diventasse l’ “hub” europeo del gas naturale. Il geologo Olinto Bonori ha poi mostrato dei grafici relativi alla fragilità della crosta terrestre nella nostra zona e illustrato i motivi che spingono le compagnie petrolifere a cercare idrocarburi proprio dove i terremoti e i pericoli causati dalle scosse sono più forti. Le posizioni di entrambi gli esperti hanno chiaramente evidenziato contrarietà rispetto a eventuali attività estrattive mentre Federica Manenti, responsabile della Protezione civile della Provincia (che ha sostituito l’ingegnere dell’Ingv Romano Camassi, assente a causa dell’influenza, e del quale ha riportato l’intervento) ha infine sostenuto che queste operazioni non potrebbero essere causa di forte sismicità. La parte finale del dibattito è stata dedicata agli interventi del pubblico, durante la quale hanno preso la parola soprattutto

gli attivisti “No Triv”, tra cui Elisabetta Sala, che – grazie anche alla battaglia che sta conducendo nel territorio di Correggio, dove l’iter è più avanzato - a nome dei colleghi ha ribadito un fermo diniego a ogni tipo di attività, “senza se e senza ma”.

Andrea Vaccari

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