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Un enorme “buco” da 700 milioni di euro il 28 luglio 2010 scattò il doppio arresto

Siamo nel gennaio 2010 quando tutte le "falle" della Mariella Burani Fashion Group finiscono nel mirino della magistratura. Sulla maison di Cavriago si muove la procura di Milano: è l'inizio della...

Siamo nel gennaio 2010 quando tutte le "falle" della Mariella Burani Fashion Group finiscono nel mirino della magistratura.

Sulla maison di Cavriago si muove la procura di Milano: è l'inizio della fine. I magistrati inquirenti depositano in tribunale l'istanza di fallimento nei confronti della holding Bdh (con sede ad Amsterdam), una delle società piazzate a monte della catena di controllo di Mbfg. «Esterovestita» è l'accusa da cui prenderanno corpo tutte le altre ipotesi di reato a carico di Walter e Giovanni Burani (bancarotta fraudolenta per dissipazione). Nella richiesta di fallimento della procura, Bdh risulta essere indebitata nei confronti di Mariella Burani per un importo di circa 5 milioni di euro. Nel dissesto spuntano paradisi fiscali alle isole Cayman e tanti pagamenti scaduti. Il 28 luglio 2010 la Guardia di Finanza piomba a Cavriago e arresta Walter e Giovanni. Il figlio finì in carcere (sarà liberato più avanti) e il padre agli arresti domiciliari perché aveva più di 75 anni. La procura di Milano aveva chiesto per i due imprenditori il processo con rito immediato il primo ottobre 2010 e dopo il via libera del gip il procedimento era iniziato il 13 dicembre.

I due imprenditori restano indagati dalla procura di Milano in un altro procedimento, aperto per i reati di aggiotaggio

e ostacolo all'autorità di Vigilanza, insieme ad altre persone, tra cui alcuni ex manager del gruppo di moda di Cavriago. Il gruppo Burani è stato schiacciato da un buco di oltre 700 milioni di euro, la maggior parte dei quali riguardavano la quotata Mariella Burani Fashion Group.

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