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«Mi tirò sul viso un ferro da stiro»

Quattro Castella: un ambulante è accusato di maltrattamenti dall’ex compagna

QUATTRO CASTELLA. Per l’accusa quella convivenza durata poco più di un anno – fra un ambulante di 44 anni e la compagna straniera di quattro anni più giovane – era diventata un incubo per la donna, arrivata anche a denunciare il compagno per maltrattamenti.

Ma ieri – in tribunale a Reggio – è apparso chiaro che quanto accaduto fra le mura domestiche era la conseguenza di problemi non indifferenti relativi all’alcol per entrambi, con l’aggiunta che la convivente stava cercando di uscire da una crisi depressiva a colpi di psicofarmaci. Due gli episodi-chiave di questa vicenda tutto sommato strana, visto che la coppia si frequenta ancora e lui, al termine della deposizione della donna, le ha detto, fra lo stupore generale: «Aspettami fuori dall’aula, che poi ti porto a casa». Ma ritorniamo ai momenti delicati di questa vicenda. Il 26 gennaio 2011 l’ennesimo litigio fra i due si era concluso con il pericoloso lancio – da parte dell’ambulante – di un ferro da stiro in faccia alla convivente che rimarrà ferita in maniera non lieve. Poi il 2 febbraio 2011 un’altra animata discussione, con la donna che finisce in ospedale per le lesioni riportate. Disarmante il racconto – ieri in aula – della 40enne: «Quando era lucido e non beveva stavo bene con lui. Le discussioni? In certi casi eravamo entrambi alterati dall’alcol. Le botte? Non mi picchiava o mi insultava tutti i giorni e per la verità anch’io ero alterata a causa dell’alcol». Lei è una bella donna, bionda, ben curata, ma con ricordi un po’ confusi. E ne esce una ricostruzione un po’ approssimativa di fughe nella stanza da letto per evitare guai peggiori con il convivente ubriaco, richieste di essere ospitata alla Casa delle donne, l’episodio delle botte alla presenza di un’altra giovane che ora la Corte (presieduta da Cristina

Beretti, giudici a latere Andrea Rat e Silvia Semprini) vuole sentire nella prossima udienza quando testimonierà anche l’imputato che è difeso dall’avvocato Fabrizio Sessa. E al termine dell’udienza i due se ne sono andati via dal tribunale tranquillamente insieme...(t.s.)

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