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Critiche al Pd sull’Unione «No alle scelte calate dall’alto»

VILLA MINOZZO. «E’ ridicolo che sul futuro assetto del territorio ci sia un partito che cerchi di calare scelte dall’alto». Suscita nuove polemiche l’intervento del coordinatore del Pd per la zona...

VILLA MINOZZO. «E’ ridicolo che sul futuro assetto del territorio ci sia un partito che cerchi di calare scelte dall’alto». Suscita nuove polemiche l’intervento del coordinatore del Pd per la zona montana, Valerio Fioravanti, sul futuro riassetto territoriale, e la richiesta da parte della Regione ai Comuni di segnalare gli ambiti di appartenenza entro il 20 febbraio sulla base dei quali saranno scelte le nuove Unioni di Comuni chiamate a realizzare servizi associati (obbligatori per Servizi sociali, Polizia Municipale, Protezione civile e Urbanistica) con l’obiettivo di risparmiare.

«La linea del Pd – aveva spiegato Fioravanti – è quella di richiedere un unico ambito che poi sfoci in una unica, grande Unione». Ma già ci sono alcuni “distinguo”: l’Unione del Crinale (Busana, Collagna, Ramiseto e Ligonchio) avviata 13 anni fa chiederà almeno una deroga, mentre Michele Lombardi, sindaco di Toano, ha annunciato la richiesta di attivare una Unione solo con Villa Minozzo. Proprio da Villa arriva una voce molto critica verso la proposta di Fioravanti: quella di Piero Ferrari, consigliere di maggioranza ed uno dei pilastri del Gruppo che sostiene il sindaco Luigi Fiocchi.

«Ho provato sconcerto nel leggere il comunicato in merito alla ipotesi di un unico ambito in cui si dovrebbero svolgere in forma associata le funzioni fondamentali da parte dei comuni. Sconcerto – scruve Ferrari – che nasce dal constatare, dopo aver militato per anni nel Pci, Pds e Ds, come il rispetto di chi è democraticamente eletto, delle opinioni altrui, il confronto per ricercare soluzioni condivise e condivisibili, non appartengano più al modus operandi del Pd della montagna, che sembra avere fatto della convinzione di autosufficienza la propria bandiera. L’ipotesi sostenuta dal coordinatore del Pd – prosegue Ferrari – non è nulla di più che la prosecuzione dell’attuale comunità montana. Ora tutti sanno dal 2010 che questo ente doveva essere chiuso, non tanto e non solo per le leggi che indicavano questo obbiettivo, ma perché essa aveva dimostrato negli anni tutti i suoi limiti e la sua incapacità ad affrontare e risolvere i gravi problemi della nostra montagna. Quando si è cercato di volere a tutti i costi la gestione centralizzata di alcuni servizi, vedi quello di assistenza domiciliare, i dati ci dicono in modo inequivocabile che, per realtà come Villa Minozzo e Toano, il tutto si sarebbe tradotto in un aggravio del 25-30% dei costi».

«Però quello che mi indigna di più – conclude Ferrari – è leggere parole come “questa decisione avviene dopo una discussione assai lunga, maturata nel tempo all’interno delle forze politiche e degli amministratori”. Premesso che sui temi posti dal coordinatore del Pd montano, grande unione compresa, nemmeno tutti i sindaci e amministratori del Pd la pensano come lui, in realtà su questi temi non vi è stato nessun serio confronto e nei fatti la discussione è rimasta nelle sole sedi del Pd, fregandosene di amministrazioni democraticamente elette e ignorando atti pubblici

quali gli ordini del giorno adottati congiuntamente dai consigli comunali di Toano e Villa. Se il Pd montano pensa di aver a che fare con dei sodali a cui imporre questo o quello si troverà sicuramente a dover gestire un duro confronto di cui porterà la responsabilità». (l.t.)

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