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L’Unione dei Comuni del Crinale rischia di essere “fuorilegge”

L’allarme del presidente e sindaco di Ligonchio Giorgio Pregheffi: «Non abbiamo i numeri» I parametri richiesti dalla Regione bocciano il primo ente sovracomunale nato in Emilia Romagna

LIGONCHIO. Se ne discute da tempo, ma ora le discussioni ipotetiche dovranno lasciare spazio alle decisioni più concrete.

C’è infatti tempo fino al 20 febbraio affinchè ogni Comune ratifichi (con un passaggio in consiglio comunale) l’appartenenza a un determinato “ambito” territoriale, da comunicare alla Regione Emilia Romagna, per la costituzione di nuove “Unioni” che di fatto sostituiranno l’attuale Comunità montana.

E c’è una sorpresa nei parametri indicati, non molto tempo fa, dalla stessa Regione per l’individuazione di queste Unioni: la storica Unione del Crinale, la prima nata in provincia di Reggio ma anche in Emilia Romagna, che da 13 anni vede cooperare i Comuni di Ligonchio, Ramiseto, Collagna e Busana, potrebbe risultare fuori dalle regole, e quindi il suo mantenimento appare oggi quanto mai in bilico.

A lanciare l’allarme, con toni anche abbastanza accesi, è stato il sindaco di Ligonchio e presidente dell’Unione, Giorgio Pregheffi, sul mensile TuttoMontagna. Ora Pregheffi stempera un po’ quei toni, ma conferma la situazione di incertezza sull’ente che presiede. «Il dibattito prosegue, e anche piuttosto alacremente, perché i tempi ora sono abbastanza stretti – conferma Pregheffi – C’è appunto tempo entro il 20 febbraio per delineare questi “ambiti”, che potranno delineare poi in seguito Unioni di Comuni nuove o già esistenti».

Ma quello che preoccupa sono i parametri: «Ce ne sono pochi inderogabili. Ad esempio questi ambiti dovranno racchiudere Comuni della stessa provincia. Molti altri sono derogabili, ma solo per un certo periodo dopo di che bisognerà adeguarsi».

Tra questi: ogni Unione dovrà avere una popolazione di almeno 8000 abitanti, e una superficie 300 km quadrati.

L’attuale Unione tra Collagna, Ligonchio, Busana e Ramiseto si estende su 256 km quadrati, ma soprattutto ha una popolazione di 4562 abitanti. Inizialmente l’ipotesi che Pregheffi aveva sondato era quella di un allargamento della stessa a Villa Minozzo e Toano, ma su questa aggiunge: «Questi due Comuni hanno scelto di provare a fare un percorso che porti a una Unione tra loro, e numericamente loro hanno i parametri per farlo, quindi l’ipotesi è da considerare tramontata. Per quanto riguarda invece la nostra Unione, l’auspicio è che ci venga concessa una deroga per continuare ad operare».

Una deroga che però, come tale, sarebbe temporanea, per cui il destino successivo è tutto da valutare: «Quando l’Unione nacque, 13 anni fa, la prima in Emilia Romagna, doveva essere il presupposto per una successiva fusione tra i quattro Comuni. Fusione che poi non c’è stata, perché un tale procedimento richiede un referendum popolare, e tra la nostra gente il senso di appartenenza e della propria comunità è molto radicato, quindi è un processo molto delicato. Questa comunque potrebbe restare una opzione a cui andare con un eventuale periodo di deroga».

Una ipotesi di fusione tra Comuni che in montagna sta aprendo un ulteriore, approfondito dibattito, anche perché questa scelta viene fortemente sovvenzionata a livello statale, tanto che anche il sindaco di Toano, Michele Lombardi, ha pubblicamente proposto di discuterne insieme a Villa Minozzo sull’ultimo numero del periodico comunale toanese.

Ma, concludendo sul destino della propria Unione, Pregheffi ne rivendica con orgoglio i risultati: «Capisco che la Regione spinga verso queste associazioni con l’idea di mettere poi i servizi in gestione associata tra i diversi Comuni con l’obiettivo del risparmio: per quanto ci riguarda in questi anni è stato un obiettivo raggiunto. L’Unione ha gestito in modo associato i micronidi, corsi musicali in collaborazione

col Merulo, il servizio sociale strutturato, un’unica commissione edilizia, strumenti unici di pianificazione urbanistica, gestione unitaria della promozione del territorio, la spalata neve, la manutenzione del verde».

Luca Tondelli

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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