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Terremoto in Appennino raffica di piccole scosse

Ligonchio: ne sono state registrate più di 20 dopo quella delle 15.48 di venerdì Controlli in tutti i comuni del Crinale, esclusi danni strutturali agli edifici

LIGONCHIO. Sono state ben 24 (e non sembrano voler finire) le scosse di assestamento che, dopo la principale avvenuta alle 15.48 di venerdì pomeriggio, si sono susseguite per tutta la notte e la giornata di ieri. Scosse tutte con intensità tra magnitudo 2 e 2.8 (le più forti alle 19.29 di venerdì sera e alle 8.59 di ieri mattina), comunque molto inferiori a quella della prima scossa arrivata a una magnitudo di 4.8 della scala Richter .

Scosse che sono state avvertite (non tutte: alcune sono state impercettibili) soltanto nelle zone vicino all’epicentro, in Garfagnana, mentre non sono stati coinvolti questa volta i comuni dell’Appennino reggiano, dove invece venerdì la scossa era stata avvertita con grande intensità, diffondendo paura e preoccupazione.

Per tutta la serata di venerdì, ma anche nella giornata di ieri, sono proseguiti sopralluoghi, verifiche e controlli per esaminare prima gli edifici pubblici, poi quelli storici del territorio, in particolare le chiese, che sono le più soggette a danni visto che ancora ve ne sono alcune chiuse dal sisma del 2008.

Ma questa volta sembra che i danni siano stati davvero minimi:gli unici rilevati hanno riguardato un capanno per gli attrezzi nel Carpinetano e un pannello di copertura ondulata di un ricovero mezzi agricoli in territorio castelnovese.

Non sono stati infatti soltanto Villa Minozzo e Ligonchio, i due comuni più vicini all’epicentro, ad essere coinvolti in pieno dal sisma, ma la terra ha tremato sensibilmente anche a Castelnovo Monti, Carpineti, Vetto, Toano, Ramiseto.

Agli uffici tecnici dei vari Comuni, ad ogni modo, anche nella giornata di ieri non sono arrivate segnalazioni di problemi o complicazioni strutturali.

Ora resta comunque piuttosto diffuso il timore riguardo all’eventualità di nuove scosse. L’avvio di uno sciame sismico del genere infatti può perdurare a lungo, e coinvolgere anche altre zone vicine a quelle dell’epicentro, se vi sono faglie instabili: a parte le molte scosse con epicentro in Garfagnana, infatti, dopo l’innesco dato dalla prima di venerdì si sono registrate anche diverse scosse con epicentro nella zona del Frignano, a pochi chilometri

di distanza, un’altra area storicamente sismica. Inoltre, alle 12.42 di ieri, una nuova scossa (magnitudo 2.2) ha interessato la pianura padana tra Medolla e Mirandola, le zone già profondamente segnate dal maggio scorso.

Luca Tondelli

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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