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Il Parco dell’Appennino in trasferta

Da Ligonchio alla Spezia. Giovanelli: «Bisogna collaborare per aumentare la competitività»

LIGONCHIO. Il progetto incentrato su una proposta di “Area Vasta” vede il Parco nazionale dell’Appennino collaborare da alcuni anni con il Parco nazionale delle Cinque Terre ed altre oasi regionali emiliane e toscane. In questo ambito di collaborazione il Parco tosco emiliano è stato presente alla giornata di studi che il Comune della Spezia, con il patrocinio del Ministero dell'Ambiente e della Regione Liguria, ha organizzato sabato scorso per promuove una riflessione e confronto sui tanti temi che possono contribuire a ridisegnare il futuro della città e un suo ruolo chiave come crocevia tra territori. Il Parco appenninico è stato protagonista insieme appunto al Parco Nazionale delle Cinque Terre, territori che, già da diversi anni, dialogano tra loro e realizzano progetti comuni. Il protocollo d'intesa, firmato dalle Regioni Emilia Romagna, Toscana, Liguria e dai Parchi, consentirà di avviare un progetto ambizioso: quello di dare vita a un grande distretto socioeconomico di scala internazionale all'insegna della distintività culturale e della sostenibilità per l'uomo e per l'ambiente, con azioni di valorizzazione delle eccellenze paesaggistiche, naturalistiche, enogastronomiche e storico-culturali. «Il Golfo della Spezia - afferma il presidente Giovanelli - si trova al centro di un insieme di aree con denominazioni, caratteristiche storico-economiche e identità amministrative molto articolate e diverse, ma tra di loro fortemente contigue e accomunate dal collocarsi in un importante punto d'incontro geografico, climatico e storico tra Europa e Mediterraneo. Cinque Terre, Porto Venere, Palmaria, Apuane, Versilia, Lunigiana, Appennino ligure e tosco emiliano, fino all'area montana di Parma e Reggio Emilia, rappresentano una forte frammentazione amministrativa, ma anche una ricchezza di identità diverse fatte di piccoli distretti economici e centri ordinatori, che non hanno ancora espresso e interpretato del tutto le opportunità e le potenzialità da esse derivate». Conclude Giovanelli: «Il protocollo siglato a Sarzana dalle tre Regioni Liguria, Toscana ed Emilia e l'ancor precedente intesa sulle attività di area vasta, oltre che le azioni comuni sviluppate nell'ambito del progetto Parchi di Mare e d'Appennino, hanno fotografato e formalizzato la volontà di sviluppare

una direzione di marcia delle azioni che devono prendere finalmente concretezza e che appaiono in grado di accrescere in termini di competitività, opportunità di impresa e di lavoro, facendo leva sulle identità e sulle qualità naturali e produttive dei territori».(l.t.)

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