Menu

Carpineti piange Vito Gianferrari

E’ morto a 70 anni il regista e autore di testi teatrali dialettali. Fondò la Compagnia di San Vitale. Oggi i funerali

CARPINETI. E’ morto Vito Gianferrari, 70 anni, il noto regista e scrittore teatrale dialettale già fondatore della Compagnia di San Vitale e dei “Fulèt di Mùnt”, che ieri mattina, verso le 2, si è spento nella sua casa di Anzagna, nel Comune di Carpineti.

Sono stati tanti gli amici e i conoscenti che già ieri hanno affollato le stanze della sua abitazione, per confortare la compagna, Romana Annigoni, e i figli Isabella, Sonia e Guido, che con Vito avevano diviso tante serate allegre e tante avventure. Sì, perché prima che la malattia avesse la meglio, e ancor prima di attraversare la provincia con i suoi spettacoli, Vito era «un uomo che ha fatto di tutto – racconta la compagna Romana Annigoni –. Lui si sentiva ancora un parà, perché in gioventù è stato paracadutista, oltre che pilota di aerei, e ogni tanto si ritrovava ancora assieme ai suoi vecchi compagni: erano una compagnia davvero incredibile. Amava poi lo sport, ha fatto il subacqueo, era un uomo davvero intrepido».

La sua fama nella provincia se l’era però guadagnata grazie all’arte e al suo amore per il dialetto e le tradizioni contadine reggiane di una volta. «Del dialetto montanaro – precisa la compagna – perché i suoi spettacoli erano in dialetto carpinetano, che è molto diverso da quello della città e della Bassa. Lui era nato a Pieve Modolena, e aveva lavorato per anni alla Braglia Cucine. Poi ci siamo conosciuti, e 20 anni fa si era trasferito qui ad Anzagna, vicino a Pantano di Carpineti».

Lì aveva fondato il gruppo di commedia e teatro dialettale “I Fulèt di Mùnt”, i folletti dei monti, con i quali aveva scritto e diretto, in qualità di regista e sceneggiatore, diverse commedie e pièce teatrali di vario genere, per far divertire, ma non solo, gli spettatori di tutta la provincia. L’amore per il teatro infatti permetteva a Gianferrari di esplorare diverse situazioni anche di attualità, trasposte nel linguaggio e nei modi degli abitanti della montagna reggiana. Dopo l’esperienza con i Fulèt, Gianferrari aveva poi contribuito a fondare la Compagnia di San Vitale, un gruppo di amici, prima che di attori, con cui la passione per dialetto e teatro trovavano modo di esprimersi ancora una volta.

Dal 2008 la Compagnia aveva interpretato diversi spettacoli, tra cui “Trasport e Amur”, “Gioie e Dulur” e “Chisà chi n'andàma a ereditàar”, fino al recento “Na Fàmeia Difetùsa”. Proprio questa passione lo aveva portato negli anni a conoscere e collaborare con eminenti esponenti della cultura reggiana, in particolare della Montagna, quali il poeta e coautore del dizionario del dialetto reggiano Luigi Ferrari, di Ramiseto, e lo storico Ugo Bellocchi. «Ci teneva al mondo contadino – conclude Romana Annigoni – e questo suo interesse

lo aveva portato a crearsi un circolo di amici con cui eravamo soliti trascorrere delle bellissime serate, davvero imprevedibili, all’insegna del teatro, del dialetto e del divertimento». I funerali si terranno oggi alle 15.30, con partenza dall’abitazione di via Ansagna 2, a Carpineti.

TrovaRistorante

a Reggio Emilia Tutti i ristoranti »

Il mio libro

NARRATIVA, POESIA, FUMETTI, SAGGISTICA

Pubblica il tuo libro