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Altri due sindaci contro il maxi-Comune

Unione dei paesi dell’Appennino: Pregheffi e Govi respingono la proposta del segretario Pd della zona montana

LIGONCHIO. Nuova bordata contro Valerio Fioravanti, coordinatore del Pd per la zona della montagna.Dopo la presa di posizione del sindaco di Carpineti, Nilde Montemerli, critica sul documento di Fioravanti sottoscritto da numerosi altri segretari di circolo, in cui si proponeva la realizzazione di una sola, grande unione di Comuni montani, ora sulla proposta arrivano anche le “pesanti” voci critiche del sindaco di Ligonchio e presidente dell’Unione del Crinale, Giorgio Pregheffi, e del sindaco di Busana e vicepresidente dell’Unione, Sandro Govi. Una serie di posizioni che apre un dibattito vivace, per non dire qualche spaccatura, nel Pd appenninico.

«Condividiamo appieno il documento del Pd della zona montana sottoscritto da alcuni segretari – affermano i due sindaci – per quanto riguarda il tema della riforma delle Province. I dubbi e le perplessità avanzate nel documento in merito al futuro della Provincia di Reggio sono anche nostri. L’iter di questa discussione sarà ancora lungo, e confidiamo che il dibattito politico ed istituzionale su questo tema possa migliorare questa riforma. Non ci convince affatto, invece, la conclusione del documento dove si propone una grande unione coincidente con il distretto socio-sanitario. Nei mesi scorsi, all’interno del Pd della zona montana, si è svolta una discussione che dopo numerosi incontri si è concretizzata con un documento unitario sul tema del riordino delle istituzioni della montagna. Siamo ormai tutti concordi sul fatto che la Comunità montana abbia esaurito la sua importante funzione storica di agenzia per lo sviluppo della montagna, ma in quel documento del Pd della zona montana si affermava che “Va considerata l’importante eccezione dell’Unione Comuni Montani, che rappresenta un percorso avviato da oltre 10 anni di unificazione dei servizi tra i 4 Comuni situati nella parte più alta e decentrata della montagna reggiana».

Per i due sindaci, «l’Unione (che riguarda Busana, Collagna, Ligonchio e Ramiseto, ndr) è un esempio che ha raggiunto obiettivi di unificazione dei servizi per quanto riguarda l’ambito socio-assistenziale, che può essere un esempio da seguire anche per altri contesti; è inoltre un patrimonio di confronto politico ed amministrativo da non disperdere. L’attuale Unione potrebbe costituire la base per una futura fusione tra i Comuni altomontani, ovviamente dopo un percorso attento di coinvolgimento e consultazione dei cittadini. Ci sono fatti concreti che dimostrano l’efficienza e l’efficacia dell’Unione: due micronidi a Busana e Ramiseto; la scuola di musica del crinale; un servizio sociale strutturato; un’unica commissione

edilizia per i 4 Comuni; l’unificazione del servizio tributi. E sono solo alcuni esempi che testimoniano come, grazie all’Unione, i Comuni del crinale hanno potuto raggiungere risultati di notevole portata riuscendo a mantenere bassa la tassazione locale».

Luca Tondelli

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