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Chiude la Bonet Italia, 42 posti in bilico

I sindacati sulle barricate: «Doccia fredda, liquidazione decisa mentre i dipendenti erano in ferie»

REGGIO. «L’azienda non risponde e i lavoratori non sanno a chi rivolgersi». La situazione è tesissima al colorificio Bonet Italia, ex ColorVeggia di via Radici in Monte a Veggia di Casalgrande, messa in liquidazione l’8 agosto quando i 42 dipendenti erano in ferie. Una doccia fredda che ha spiazzato anche i sindacati, decisi a chiedere spiegazioni che tardano però ad arrivare. «Abbiamo saputo senza nessun preavviso che l’azienda è stata messa in liquidazione - spiega Luigi Ferrari della Filctem-Cgil di Reggio – vuol dire licenziamento per tutti i dipendenti, già coperti da tre anni dai contratti di solidarietà e che avanzano sei mesi di stipendio. Una situazione deteriorata ma la decisione di chiudere doveva essere assolutamente concertata con noi. E invece niente, nemmeno una parola, solo una dichiarazione depositato in fretta che ha fatto crollare il mondo ai dipendenti, che non sanno ora a chi rivolgersi». La Bonet Italia è controllata dal Colorificio Ceramico Bonet S.A. con sede in Spagna. I soci dell’azienda hanno deciso il 27 luglio luglio scorso di liquidare l’attivatà, gravata da debiti e in deficit di lavoro, nominando come liquidatore l’attuale presidente Vittorio Ascari. «Abbiamo preso contatti

solo con l’associazione di categoria che rappresenta l’azienda - commenta Ferrari - alla riapertura, prevista il 27 agosto, chiederemo subito un incontro per valutare la situazione. Visto quanto accaduto, però, l’azienda non potrà chiudere finché non verranno attivati gli ammortizzatori».

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