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Crollo della coop, l’incubo delle opposizioni

Tempi più lunghi o piano che rischia di saltare se fornitori e banche contrasteranno il concordato

REGGIOLO. Rimborsi decisamente inferiori rispetto alle aspettative, tempi lunghi se non addirittura incerti per riavere i propri quattrini, perplessità delle stesse commissarie giudiziali (Federica Lenzini e Anna Spaggiari) sul destino dell’area “ex Terrachini-Parco Ottavi” che ha avuto un grosso peso nel dissesto della Cooperativa Muratori Reggiolo.

Sono i principali aspetti preoccupanti usciti – martedì mattina in tribunale a Reggio – nell’adunanza dei soci (sono circa 6mila quelli coinvolti) che ha aperto il concordato preventivo con cui s’intende evitare il fallimento della cooperativa reggiolese.

Sui risarcimenti al ribasso le commissarie giudiziali sono state chiare: è il frutto di perizie patrimoniali differenti rispetto a quelle indicate dalla Cmr, ma anche di una diversa previsione dell’andamento del mercato immobiliare e di aumenti dei fondi cautelativi e delle spese di gestione del patromonio (Imu compresa). Sei anni è il lasso di tempo previsto per i rimborsi ai soci prestatori, ma il periodo d’attesa potrebbe tranquillamente dilatarsi se all’approvazione a maggioranza del concordato si dovessero “abbattere” le opposizioni di chi dissente con questo piano e le figure più a rischio su questo piano possono essere i fornitori e le banche. Opposizioni che richiederebbero altro lavoro giudiziario, valutazioni approfondite, con tempi tutt’altro che trascurabili. Inoltre non è neppure detto che la votazione dei creditori – slittata al 24 settembre ed ai venti giorni successivi – vada nel senso dell’approvazione: se s’imponesse il “no” la Cmr potrebbe infilare la strada del fallimento oppure verrebbe formulata una nuova richiesta di concordato preventivo ma su basi differenti. Anche il voto negativo farebbe dilatare mostruosamente i tempi dei rimborsi. E sulla patata bollente “ex Terrachini-Parco Ottavi” (oggetto di futuro acquisto da parte della Cmr) le due commissarie non solo hanno fatto scattare un’ulteriore svalutazione di 1 milione e 229mila euro, ma hanno anche espresso apprensione «tenuto conto delle sue caratteristiche e di un mercato immobiliare ad oggi in continua flessione: pare doveroso esprimere ulteriore preoccupazione sulla reperibilità di soggetti interessati all’acquisto».(t.s.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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