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Primo round alla sala slot e il Comune deve pagare

Correggio: il Tar sospende gli atti dell’ente contro l’apertura del “Jackpot’s” Nel maggio 2013 l’udienza di merito. L’amministrazione dovrà dare spiegazioni

CORREGGIO. Non li hanno informati dell’avvio del procedimento e così gli hanno impedito di muoversi per tempo per svolgere quei lavori di manutenzione che avrebbero permesso di sopperire a eventuali mancanze nei tempi adeguati o, magari, di trovare un altro luogo per l'apertura.

Con queste spiegazioni, il tribunale amministrativo regionale della sezione di Parma, al termine dell’udienza che si è svolta mercoledì mattina, ha dato ragione ai titolari della sala slot “Jackpot’s”, sospendendo i provvedimenti impugnati dal Comune di Correggio contro l’apertura dello stesso locale. Almeno in sede cautelativa.

Il ricorso dei titolari della sala giochi, presentato dall'avvocato Daniele Turco contro il Comune di Correggio (difeso dall’avvocato Giovanni Bertolani) è stato, quindi, accolto in questa prima fase.

Ma per la sentenza definitiva, per la trattazione del merito cioè, ci sarà da aspettare poco meno di un anno: l’udienza, in questo caso pubblica, si terrà solo l’8 maggio del 2013.

L’ESPOSTO. L’apertura di una sala slot, la prima di quelle dimensioni, in una strada altamente trafficata, aveva generato malumori tra i correggesi, protagonisti di una raccolta di firme, e dissapori anche in sede amministrativa. Le licenze da parte della questura di Reggio e del Monopolio di Stato ai titolari dell’attività erano già state concesse, mentre i giorni per l’autorizzazione di denuncia di attività (unica competenza del Comune di Correggio) ormai erano già passati senza che lo stesso agisse nei tempi stabiliti. L’attività è quindi pronta per partire.

Eppure, per evitare l’apertura del Jackpot’s (che il Comune non ha mai voluto) scatta, in sede consiliare, la modifica del piano regolatore generale. Una modifica approvata da tutti i consiglieri ma che non ha lasciato altra via d’uscita ai titolari della sala slot se non quella di rivolgersi all’avvocato Turco. Per l’apertura, quindi, dopo mesi di inattività, la società Jackspot tenta la strada legislativa per sospendere i provvedimenti adottati dal Comune.

LA RISPOSTA DEL TAR. Oltre alla sospensione dei provvedimenti in essere, il Comune di Correggio è stato condannato dal tribunale amministrativo regionale a pagare 1000 euro per le spese sostenute durante la fase del giudizio. Eppure per il Tar non finisce qua. In occasione della trattazione del merito, fissata per l’8 maggio 2013, infatti, il tribunale amministrativo chiede al Comune di riesaminare la posizione in modo complessivo e di motivarne le decisioni in modo esaustivo e dettagliato.

Silvia Parmeggiani

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