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Esame col telefonino alla fine il Tar non si pronuncia

Lo studente dello Zanelli ammesso dai giudici all’orale alla fine era stato bocciato perché ritenuto impreparato

Il Tar alla fine non si è pronunciato. Perché, i fatti, hanno di fatto prevalso su ogni possibile sentenza.

Lo studente dell’Istituto superiore Zanelli che, nei giorni scorsi, aveva fatto ricorso contro la decisione della scuola di non ammetterlo alla prova orale dell’esame di maturità, perché scoperto, durante lo scritto, in possesso del telefonino, ha ricevuto proprio in questi giorni il dispositivo del Tribunale ammnistrativo regionale per ’Emilia Romagna, che ha sede a Parma.

Il Tar ha giudicato «improcedibile» il ricorso.

Lo studente era finito nei guai durante la terza prova scritta: si è alzato per andare in bagno, pochi minuti dopo il via. Ma secondo quanto ricostruito, aveva con sé il telefonino. Non lo aveva consegnato all’inizio dell’esame. Lo teneva nascosto nell’astuccio.

Non sembra, però, che il ragazzo lo abbia usato per mettersi in contatto con qualcuno. Probabilmente, era stata soltanto una dimenticanza.

Ma la commissione aveva ritenuto la cosa un fatto grave e aveva deciso di non fargli sostenere la prova orale. Tuttavia, non risulta ancora che esista una regola scritta che impedisca il possesso del telefono. E in virtù di questo la famiglia aveva ritenuto di tutelare gli interessi del figlio rivolgendosi a un avvocato e preparando il ricorso al Tar.

Il suo legale, l’avvocato Marcello Coffrini, aveva quindi chiesto ai giudici che il giovane potesse sostenere la prova orale. I giudici amministrativi avevano acconsentito.

Era stato emesso un decreto cautelare (in data 5 luglio 2012) grazie al quale il ricorrente era stato riammesso alla procedura dell’esame. Potendo, dunque, sostenere l’orale. Ma su quell’esame di maturità, evidentemente, non brillava non buona stella. Il ragazzo, infatti, alla fine non stato ritenuto sufficientemente preparato e la prova orale stessa ha avuto esito negativo.

Alla luce della bocciatura, dunque, anche il ricorso al Tar ha perso d’interesse, anche per le parti che lo hanno presentato. L’avvocato, infatti, aveva provveduto, dopo l’esito negativo dell’esame, a comunicare al tribunale amministrativo «la sopravvenuta carenza di interesse alla pronuncia sul ricorso».

Così è stato. Il Tar ha rinunciato a sua volta a pronunciarsi dato che l’esame è stato fatto e la bocciatura ha chiuso senza ulteriori strascichi la questione.

E lo studente sarà costretto, a settembre, a ripetere l’ultimo anno di scuola.

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